Cibo e emozioni: il progetto FoodNet per prevenire i disturbi alimentari

I disturbi dell’alimentazione stanno assumendo le proporzioni di una vera e propria epidemia sociale: secondo i dati diffusi dal Ministero Italiano della Salute oltre 3 milioni di persone ne soffrono, in Italia: di queste, il 70% sono adolescenti. Si stima che nel nostro Paese siano oltre 300 mila i bambini che presentano sintomi di un disturbo legato all’alimentazione.

La prima manifestazione dei vari disturbi del comportamento alimentare [Anoressia, Bulimia, Obesità, Binge Eating Disorder] avviene solitamente in età pre-adolescenziale, dunque dopo i 12 anni: tipicamente, circa il 10% delle ragazze (perché si tratta di un fenomeno soprattutto femminile, anche se circa un 2% di ragazzi ne soffre) comincia a manifestare segnali di un disturbo dell’alimentazione a partire dai 12-13 anni.

Nell’ultimo decennio però si registra un fenomeno preoccupante: sono sempre più frequenti le manifestazioni di un disturbo dell’alimentazione già in infanzia. L’età di esordio, infatti, è scesa all’età delle scuole alimentari, dove sempre più spesso si manifestano problemi legati a cibo, identità, peso e immagine corporea già nei bambini tra 8 e 12 anni.

Tale fenomeno non è prettamente legato alle dinamiche alimentari, ma a una più generale “precocizzazione” delle dinamiche adolescenziali: nell’ultimo decennio l’età di insorgenza del menarca, per esempio, è scesa dai 15 ai 9 anni.

Le difficoltà con l’alimentazione nella maggior parte dei casi rappresentano l’espressione di un disagio del bambino, perché il cibo non è solo nutrizione, ma anche relazione.

Ne abbiamo con la psicologa e psicoterapeuta Deborah Colson, responsabile del progetto FoodNet, il primo modello di prevenzione primaria dei Disturbi del Comportamento Alimentare in Italia.

Quali sono i campanelli di allarme nel comportamento dei figli da tenere in osservazione?

Stilare un elenco dei possibili segnali di allarme sarebbe lunghissimo e controproducente, perché ogni caso è differente, e ciò che potrebbe risultare rilevante e degno di attenzione in un bambino potrebbe invece essere assolutamente normale in un altro.

Ciò che è fondamentale, per essere in grado di intercettare eventuali problematiche, è guardare i propri figli. Solo osservandoli – con atteggiamento curioso e flessibile e mai allarmato o sospettoso! – si può imparare a conoscerli, registrando quali sono le loro caratteristiche uniche: il temperamento, i tempi di reazione, i gusti e i punti di forza e di debolezza di ognuno di loro. È a partire da questa osservazione che sarà possibile cogliere eventuali “stranezze” o segnali che ci fanno capire che il bambino sta manifestando un problema.

Una volta che questo processo di “conoscenza” è attivato, i genitori potranno cogliere segnali o comportamenti che si manifestano in modo più intenso o più frequente del solito: è in questi casi che vale la pena di porre un’attenzione più focalizzata su quell’elemento.

Per esempio, per quanto riguarda l’alimentazione, se il secondogenito solitamente non è un grande mangione e improvvisamente comincia a chiedere merendine a tutte le ore, sarebbe consigliabile osservare come le chiede, quando lo fa, e cercare di capire se sta succedendo qualcosa in questo periodo che possa essere connesso al cambiamento in atto.

Se tali richieste rientrano dopo qualche settimana, si sarà trattato di una modalità del bambino di affrontare un passaggio evolutivo – se invece l’atteggiamento alimentare resta rilevante e prosegue nel tempo, varrà certamente la pena di approfondirlo rivolgendosi a uno specialista.

Che cos’è FoodNet e a chi può essere d’aiuto?

FoodNet è il primo progetto in Italia che realizza interventi di prevenzione nella prima infanzia (8-10 anni, in quarta e quinta elementare).

Nel nostro lavoro incontriamo tantissimi adolescenti che arrivano a sviluppare disturbi alimentari anche molto gravi ed è inevitabile chiedersi: ma questi ragazzini che ora stanno così male, sono stati bambini che andavano alle elementari e avevano con il cibo un rapporto apparentemente non problematico, o almeno non così tanto problematico da arrivare a richiedere un sostegno psicologico… si poteva fare qualcosa allora, per aiutarli a non stare così male, qualche anno dopo? Noi crediamo che sia possibile intervenire precocemente nell’infanzia coinvolgendo direttamente bambini, insegnanti e genitori.

FoodNet promuove un modello di prevenzione orientato a crescere bambini, adolescenti e adulti più consapevoli del forte legame esistente tra cibo ed emozioni, e all’importanza di cogliere per tempo gli indicatori che tipicamente anticipano l’esordio di un Disturbo Alimentare.

FoodNet è un progetto nato per aiutare i genitori, gli insegnanti e chiunque sia a contatto con i bambini, a saperne di più e avere un sostegno nella gestione di dubbi e problematiche relative all’alimentazione – per evitare che sfocino più tardi in un problema alimentare conclamato [Anoressia, Bulimia, Obesità, Binge Eating Disorder].

Quali sono le attività realizzate ad oggi grazie al progetto?

L’attività di FoodNet è molteplice:

  • sul sito www.foodnet.it è attivo uno sportello di consultazione online: uno spazio di ascolto in cui i vari esperti che fanno parte del team di FoodNet forniscono una consulenza praticamente real-time ai genitori. Un supporto gratuito prezioso.
  • Poi, sempre sul sito, abbiamo messo a disposizione una mappatura dei servizi pubblici e privati presenti sul territorio italiano, per conoscere e contattare le strutture sanitarie che si occupano specificatamente di queste tematiche in tutte le province d’Italia.
  • Il tutto è supportato da una raccolta di materiale informativo e approfondimenti tematici: uno spazio di informazione costantemente aggiornato pensato per genitori, insegnanti, pediatri, pazienti, familiari.
  • Sul territorio invece operiamo con interventi nelle scuole elementari, per coinvolgere direttamente alunni, insegnanti e genitori nell’azione di prevenzione e per stimolare e facilitare la consapevolezza della reazione tra cibo ed emozioni.

Abbiamo studiato un format preparando materiali ad hoc da utilizzare con i bambini, come una simpatica carta d’identità alimentare o una mappa per imparare dove ognuno di noi sente le emozioni. Abbiamo progettato un modo giocoso per introdurre gli argomenti che è importante che i bambini conoscano per creare uno scudo difensivo verso le difficoltà alimentari.

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Nei tre incontri in ogni classe parliamo delle sensazioni fisiche di fame, sazietà e indigestione, esploriamo le emozioni e li stimoliamo a capire dove ognuno di noi, in maniera personale e magari diversa da altri, sente le emozioni nel proprio corpo.

Quello che ci entusiasma è vedere come ogni volta i bambini reagiscano positivamente a questi stimoli, dimostrando essere in grado di fare propria l’importante consapevolezza del forte legame che esiste tra cibo ed emozioni. Queste sono le cose che danno al team di FoodNet l’entusiasmo per proseguire e credere sempre più in questo progetto.

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Quali sono i prossimi obiettivi da raggiungere?

La missione di FoodNet è portare più interventi di prevenzione possibili nelle scuole primarie e sviluppare un modello di intervento efficace a livello nazionale. I disturbi alimentari sono una vera e propria epidemia sociale e non possiamo più restare a guardare mentre si insinuano nelle vite di tanti giovani e dei più piccoli.

Per poter fare ciò abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso perché così come la prevenzione dei disturbi dell’alimentazione deve partire dai più piccoli, anche il suo sostegno può partire dal basso, con una modalità di micro-finanziamento che si avvale dell’aiuto di sostenitori appassionati che scelgono di investire liberamente, ispirati dal progetto e dall’idea che lo muove.

Il progetto FoodNet investe su un futuro improntato al benessere e chiede sostegno alla rete come risorsa nell’azione di prevenzione dei Disturbi del Comportamento Alimentare, perché #prevenireèmegliochecurare.

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