Desio, due ex maestre a processo per maltrattamenti e violenze fisiche e psicologiche

Due ex insegnanti della scuola materna Sacro Cuore di Gesù di Desio sono a processo in procedimenti distinti. M.B. nega l’accusa di abuso dei mezzi di correzione, A.G. quella di maltrattamenti.

15/09/2026

Due ex insegnanti della scuola materna Sacro Cuore di Gesù di Desio, in provincia di Monza e Brianza, sono coinvolte in due procedimenti penali distinti.

M.B., sessantenne, è imputata per abuso dei mezzi di correzione o di disciplina; A.G., 63 anni, risponde invece dell’accusa di maltrattamenti nei confronti di alcuni alunni. In entrambi i fascicoli alcuni genitori si sono costituiti parti civili in rappresentanza dei figli.

La scuola fa capo alla Fondazione Opera Pia Sacro Cuore di Gesù. Le contestazioni, le imputazioni e le prossime udienze restano separate, così come sono distinte le posizioni delle due ex insegnanti.

Il procedimento a carico di M.B.

Per M.B. si è aperto un dibattimento con rito monocratico. L’accusa contestata è quella di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina nei confronti di persone sottoposte alla propria autorità o affidate per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia.

Nel corso dell’udienza ha testimoniato la direttrice della scuola.

Tra le contestazioni riferite in aula vi è il clima di timore che, secondo quanto emerso, alcuni bambini avrebbero manifestato quando altre insegnanti consentivano loro di scegliere con che cosa giocare: la scelta delle attività sarebbe stata ricondotta alla maestra M.B.

L’imputata nega le accuse. Il suo difensore controinterrogherà la direttrice nell’udienza prevista a ottobre, passaggio che rientra nel contraddittorio davanti al giudice chiamato a valutare i fatti contestati.

L’accusa di maltrattamenti per A.G.

Il procedimento che riguarda A.G. si svolge davanti al Tribunale di Monza. L’ex insegnante è accusata di maltrattamenti e, secondo l’imputazione, le presunte condotte sarebbero avvenute nel 2021 con cadenza abituale nei confronti dei bambini della classe.

L’accusa parla di presunte violenze fisiche e psicologiche e di comportamenti restrittivi, tra cui una limitazione nell’accesso al bagno durante il pranzo.

Nel capo d’imputazione si contesta inoltre che i bambini, compresi alunni con disabilità, sarebbero stati mantenuti in una condizione di soggezione.

A.G. si dichiara innocente e respinge l’ipotesi che nella scuola vi fosse un clima di paura. Nella sua versione, maturata dopo quarant’anni di insegnamento nell’istituto, con i genitori ci sarebbero sempre stati dialogo e rispetto; i bambini sarebbero stati liberi di giocare, muoversi, parlare e socializzare.

Il processo a suo carico proseguirà il 21 settembre con l’ascolto dei testimoni della difesa. Per le famiglie coinvolte, il punto concreto resta ora l’accertamento giudiziario delle singole contestazioni, nei due percorsi processuali che riguardano le ex insegnanti.

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