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16/09/2026
Gli educatori e le educatrici degli asili nido svolgono un lavoro essenziale nei primi anni di vita dei bambini, ma spesso si trovano tra retribuzioni basse nel privato e contratti precari nel pubblico.
Come racconta l’esperienza di chi lavora nel settore, queste condizioni possono rendere più difficile costruire relazioni continuative con bambini e famiglie.
Quanto guadagnano le educatrici nei nidi
Nel settore privato e nel privato sociale, una lavoratrice a tempo pieno può arrivare indicativamente a poco più di 1.200-1.300 euro netti al mese.
La cifra dipende dal contratto applicato, dall’anzianità, dalle ore riconosciute e dalle maggiorazioni. Il part-time, molto diffuso, può portare la retribuzione sotto i mille euro.
Nel pubblico il riferimento è generalmente il contratto delle Funzioni Locali.
Una lavoratrice full time può arrivare indicativamente intorno ai 1.500-1.600 euro netti mensili, ma il risultato cambia in base all’inquadramento, all’anzianità, alle detrazioni e alle componenti accessorie.
Il contratto indica valori lordi, quindi non esiste una cifra netta uguale per tutte.
Nel nido la cura non coincide con la semplice sorveglianza.
Le educatrici accompagnano lo sviluppo del linguaggio, le prime relazioni tra pari, l’autonomia, il distacco dal genitore e la regolazione delle emozioni. Osservano inoltre i comportamenti dei bambini e il loro sviluppo quotidiano.
Un settore frammentato tra pubblico e privato
Le differenze dipendono anche dall’organizzazione dei servizi.
Secondo il rapporto Istat sui servizi educativi per l’infanzia, nel 2023/24 il 33,4% dell’offerta analizzata era a titolarità pubblica. Tra i servizi comunali, il 55,8% era affidato in gestione a soggetti privati, soprattutto non profit.
Per le famiglie, il nodo non riguarda quindi soltanto lo stipendio di chi lavora al nido.
Graduatorie, incarichi a termine e supplenze possono incidere sulla continuità delle relazioni.




