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15/09/2026
L’Assegno unico e universale può essere riconosciuto, a determinate condizioni, anche per figli residenti in un altro Paese dell’Unione europea e ai cittadini UE che lavorano in Italia senza risiedervi. Le disposizioni introdotte dal decreto-legge 19/2026, convertito nella legge 50/2026, possono avere un rilievo particolare nelle aree di confine come il Friuli-Venezia Giulia, dove gli spostamenti tra Italia, Slovenia e Austria sono frequenti.
Figli residenti in un altro Paese UE
Ai soli fini del riconoscimento della prestazione, tra i figli per i quali può spettare l’Assegno unico rientrano anche quelli residenti in un altro Stato membro dell’Unione europea, se risultano fiscalmente a carico secondo la normativa italiana e se ricorrono gli altri requisiti previsti.
La misura può quindi interessare, per esempio, un genitore soggetto alla legislazione previdenziale italiana con un figlio fiscalmente a carico residente in Slovenia o in Austria. L’ampliamento non modifica però automaticamente la composizione del nucleo familiare ai fini ISEE: per l’indicatore economico continuano infatti a valere le regole ordinarie.
Lavoratori UE occupati in Italia e non residenti
La disciplina riguarda anche i cittadini di un altro Stato dell’Unione europea che lavorano in Italia senza risiedervi. Il requisito può essere soddisfatto con un contratto di lavoro subordinato in Italia oppure con un’attività autonoma che comporti l’iscrizione a una gestione previdenziale obbligatoria italiana, purché i contributi siano versati regolarmente.
In una delle ipotesi previste dalle nuove disposizioni non è più richiesto il requisito relativo al diritto di soggiorno o di soggiorno permanente contemplato in precedenza. Questo non comporta però un riconoscimento automatico dell’assegno per ogni lavoratore frontaliero: la posizione resta legata ai requisiti nazionali e alle norme europee di coordinamento della sicurezza sociale.
Il caso delle famiglie transfrontaliere
In Friuli-Venezia Giulia la novità può riguardare sia chi risiede oltreconfine e lavora nella regione, sia le famiglie i cui componenti vivono tra più Paesi europei. La Regione partecipa inoltre a EURADRIA, partenariato transfrontaliero Italia-Slovenia della rete EURES dedicato a chi lavora in uno Stato UE e risiede in un altro.
Per chi lavora in Italia senza esservi residente, l’eventuale Assegno unico è commisurato alla durata effettiva dell’attività svolta sul territorio nazionale: non viene quindi riconosciuto automaticamente per l’intero anno, a prescindere dalla durata del rapporto di lavoro.




