Genitori, attenti a ciò che dite! Ne va dell'autostima di vostro figlio

Quello dei genitori è un lavoro duro, che non ammette pause, pieno di grandi soddisfazioni, ma anche di grosse responsabilità. In primis quella dell’educazione dei figli.

Cosa bisogna insegnare ai bambini, quali parole usare, quali valori trasmettere? Se da un alto, ognuno di noi fa del proprio meglio, educando i bambini con i valori in cui si crede e agendo nell’ottica del buonsenso, molto spesso basta una frase, o addirittura una parola, per ferire i nostri figli, senza neppure rendersene conto.

In particolare, ci sono alcune parole da evitare per non ledere l’autostima dei bambini, e per farli crescere sereni e fiduciosi in se stessi. Per prima cosa non bisogna etichettarlo. Frasi come “sei un disastro”, “sei un fifone”, “sei un monello”, “non sei capace, lascia stare” e critiche continue sono potenzialmente pericolose. Nel caso in cui il bambino combini guai è meglio giudicare ciò che è stato fatto, piuttosto che il bambino stesso (ad esempio, non diciamo “sei un disastro”, ma “hai combinato un disastro”). Al pari delle etichette negative, anche quelle troppo positive non vanno bene. Dirgli sempre “bravo, bravissimo” è un rischio: il bambino potrebbe crescere dipendente dalle lodi e cercherà sempre l’approvazione estrema.

Anche se a volte i figli portano mamma e papà sull’orlo di una crisi di nervi, attenzione alle frasi che feriscono. Sentenze come “sparisci!” o “non ti sopporto più” sono pugnalate per i bambini, che prendono tutto alla lettera e non riescono a cogliere le sfumature dell’ira. Parimenti, non bisogna essere iperprotettivi. Evitare che i bambini corrano dei pericoli immediati è più che giusto, ma trattenerli in tutto è controproducente. Il bambino, per sua natura, deve sperimentare, toccare con mano e mettersi alla prova.

Infine, paragonare i propri figli agli altri, non è per nulla utile. Frasi come “nessuno dei tuoi compagni lo fa”, oppure “tutti gli altri ci riescono e tu no”, soni cariche di sottili giudizi di impotenza e inadeguatezza, che sicuramente non fanno bene all’autostima di qualsiasi persona, specialmente di un bimbo in crescita.

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