I nostri figli, sopravvissuti alla DAD

Ho chiesto a mio figlio se fosse contento di tornare a scuola e la sua risposta è stata: “Sì”. Un bambino di otto anni che nel pieno delle sue vacanze estive ammette senza vergogna, e senza doverci pensare su troppo, che ha voglia di tornare a scuola mi ha dato parecchio da pensare.

Ho pensato che i nostri figli sono dei sopravvissuti, ai (quasi) due, tremendi, anni che abbiamo passato e all’esperienza della didattica a distanza.

Sono sopravvissuti alle lezioni davanti al computer, tante che mio figlio che ha iniziato le elementari nel 2019 quasi non conosce alternativa, lezioni difficili e confuse, nonostante le maestre stoiche e pazienti.

Sopravvissuti alla lontananza, al distanziamento, alla noia e agli spazi chiusi. Alla mancanza di attività ricreative, di sport, di corse, pedalate e ginocchia sbucciate.

Sì, i nostri figli sono dei sopravvissuti alla mancanza di ginocchia sbucciate e lividi sulle gambe. Di cadute, incontri, scontri, compleanni e pomeriggi passati a giocare a nascondino invece che ai videogiochi.

Sono dei sopravvissuti, lo siamo noi. E non sarà stato come andare in guerra ma non si può far finta che non sia nulla. Sono dei sopravvissuti e quello che più auguro a loro per questo nuovo anno scolastico è che la fatica fatta in questi mesi serva per godersi appieno tutto, ma proprio tutto quello che verrà.

Ceraunavodka
Ceraunavodka

Mi chiamo Lucrezia Sarnari, ho 34 anni e sono una giornalista. Sono nata nelle Marche, vivo a Perugia praticamente da sempre ma sogno di invecchiare in una metropoli. Nel 2013 è nato mio figlio Pietro e da quando sono mamma sono diventata più produttiva senza per questo riuscire ad essere più ordinata.
Da circa 10 anni lavoro nel settore della comunicazione, ho maturato esperienze come redattrice, ufficio stampa e social media manager. Da quando ho aperto il mio blog mi occupo in prevalenza di maternità, ma scrivo anche di cultura, design e lifestyle. Ho pubblicato articoli e interviste per diverse testate digitali e cartacee, sia locali che nazionali. Sono laureata in Conservazione dei beni culturali e iscritta all’albo dei giornalisti dal 2011. Ancora non ho deciso se vorrei rinascere nei panni di Joanne Rowling o in quelli di Kate Moss. Nel frattempo provo a godermi quelli del mio armadio.

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