Junk food in gravidanza: rende i bimbi dipendenti e abbassa il QI

Mangiare sano e comprare alimenti biologici a km zero, al giorno d’oggi, non è ancora diventata una buona abitudine. Ne dovranno passare di anni, e di cibo “spazzatura” sotto i nostri denti!

E questo perché la passione per il junk food è ben radicata nella nostra cultura e si sviluppa già nel ventre materno.

Stando a uno studio dell'Università di Adelaide (Australia), apparso sul Faseb Journal, le cattive abitudini alimentari della mamma creano dipendenza nel bambino.

Mangiare troppo junk food durante la gravidanza e l'allattamento, infatti (nel cervello del nascituro) desensibilizza gli oppioidi, cioè le molecole che, generando dopamina, lo rendono dipendente da zuccheri e grassi in maniera permanente. In altre parole, una volta iniziato lo svezzamento, il bebè preferirà il cibo “spazzatura” rischiando di andare incontro, fin da piccolissimo, a problemi di sovrappeso e obesità.

Stando così le cose, le future mamme devono fare molta attenzione quando sono in dolce attesa, perché, oltre a compromettere il proprio benessere fisico, alterano irrimediabilmente anche quello di loro figlio che ancora deve nascere.

E, se fin dai suoi primi pasti, il bambino consuma junk food, avrà danni tanto al fisico quanto all’intelligenza.

Uno studio dell’Università Goldsmith di Londra, infatti, sottolinea come cibi pronti, zuccheri e grassi abbassino il quoziente intellettivo.

Un’indagine della ricercatrice Sophie von Stumm, infine, ha analizzato le diete di 4.000 bambini scozzesi tra i 3 e i 5 anni di diverse estrazioni sociali. È emerso che nelle famiglie con uno status socio-economico più basso, si consumano meno pasti freschi e salutari. Il risultato, quindi, è quello di bambini che crescono con disagi di varia natura, tra cui anche un minor rendimento negli studi.

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