La dad fa schifo: ma quali alternative abbiamo?

Vivo in Umbria e mio figlio di sette anni è in DAD (nome orribile per indicare che la mattina si alza e si piazza davanti ad un computer per seguire tre ore di lezione) dall’inizio di febbraio.

Più di un mese di didattica a distanza dopo un anno, lo scorso, andato com’è andato, come tutti sappiamo.

Non ho nulla contro la chiusura delle scuole, voglio credere che davvero sia l’ultima alternativa percorribile in uno scenario complesso e in peggioramento.

Voglio pensare che tutte le possibili alternative siano prese in considerazione da chi avrebbe dovuto farlo già molti mesi fa.

Però, resta il fatto che la dad fa schifo, sia chiaro.

Ci rende stanchi, soli, insofferenti. Rende stanchi, soli e insofferenti i nostri figli che stanno sospirando pensando alla scuola. Alla scuola, capito.

La dad fa schifo e la colpa non è delle insegnanti, non è dei genitori, non è degli alunni: la dad fa schifo perché la didattica, questo tipo di didattica, è stata concepita per essere in presenza.

La dad fa schifo e per alcuni, molti di noi, è gravosa perché riversa il peso sociale sui genitori che devono essere (e lo sono da quasi un anno) lavoratori e al contempo educatori.

La dad fa schifo ma tutto questo noi lo sappiamo già: quello che non sappiamo è se quella della didattica a distanza è davvero l’unica (e l’ultima) delle alternative percorribili.

Io voglio pensare di sì, ma la stanchezza inizia a farmi venire qualche dubbio.

Ceraunavodka
Ceraunavodka

Mi chiamo Lucrezia Sarnari, ho 34 anni e sono una giornalista. Sono nata nelle Marche, vivo a Perugia praticamente da sempre ma sogno di invecchiare in una metropoli. Nel 2013 è nato mio figlio Pietro e da quando sono mamma sono diventata più produttiva senza per questo riuscire ad essere più ordinata.
Da circa 10 anni lavoro nel settore della comunicazione, ho maturato esperienze come redattrice, ufficio stampa e social media manager. Da quando ho aperto il mio blog mi occupo in prevalenza di maternità, ma scrivo anche di cultura, design e lifestyle. Ho pubblicato articoli e interviste per diverse testate digitali e cartacee, sia locali che nazionali. Sono laureata in Conservazione dei beni culturali e iscritta all’albo dei giornalisti dal 2011. Ancora non ho deciso se vorrei rinascere nei panni di Joanne Rowling o in quelli di Kate Moss. Nel frattempo provo a godermi quelli del mio armadio.