22 gennaio 2026 –
Ci sono storie che nascono in silenzio, lontano dai riflettori, e che poi finiscono per toccare il cuore di migliaia di persone. È il caso di Sue Jacquot, una nonna di 81 anni che non aveva mai acceso una console né immaginato di diventare una creator online. La sua avventura non nasce dalla voglia di mettersi in mostra, ma da un sentimento che ogni mamma conosce bene: l’amore incondizionato per un nipote.
Tutto inizia nel 2024, in un momento delicato per la famiglia. Jack, il nipote diciassettenne di Sue, riceve una diagnosi durissima: un sarcoma. Le lunghe giornate in ospedale diventano improvvisamente la nuova normalità. Ed è proprio lì, tra una terapia e l’altra, che Sue decide di fare qualcosa per restare davvero accanto a lui, non solo fisicamente ma anche emotivamente.
Entrare nel mondo dei figli (e dei nipoti) per restare vicini
Jack ama giocare a Minecraft, un videogioco che per molti adulti può sembrare incomprensibile, ma che per tanti ragazzi rappresenta uno spazio di libertà, creatività e conforto. Sue, invece di restare spettatrice, sceglie di imparare. Chiede ai nipoti di spiegarle le basi, prende confidenza con mouse e tastiera e inizia a giocare con Jack.
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Quel gesto semplice diventa un ponte tra generazioni. In un periodo segnato dalla paura e dall’incertezza, condividere una partita significa tornare a sorridere, parlare d’altro, sentirsi ancora “normali”. È un messaggio potentissimo anche per i genitori: entrare nel mondo dei figli non vuol dire rinunciare al proprio, ma dimostrare ascolto e presenza autentica.
Da gioco condiviso a canale YouTube: quando la rete diventa comunità
Spinti dall’entusiasmo e dalla naturalezza con cui Sue affronta questa nuova sfida, i nipoti la incoraggiano ad aprire un canale su YouTube. Nasce così “Gramma Crackers”, uno spazio in cui Sue pubblica video delle sue partite a Minecraft, commentate con ironia, spontaneità e quella dolcezza che solo una nonna può trasmettere.
Il primo video supera rapidamente le 500 mila visualizzazioni. Nel giro di pochi mesi, il canale raggiunge centinaia di migliaia di iscritti. Sue diventa, senza cercarlo, una delle nonne gamer più amate della piattaforma, grazie anche al contributo del nipote che ha a sua volta un canale su Youtube. Il suo successo dimostra che non esistono barriere anagrafiche quando c’è autenticità, e che anche le competenze digitali possono essere apprese a qualsiasi età.
La raccolta fondi: solidarietà concreta oltre lo schermo
Ogni video di Sue include un link a una raccolta fondi su GoFundMe, creata per sostenere le spese mediche di Jack. Le donazioni arrivano da tutto il mondo: piccoli contributi, grandi gesti, messaggi di incoraggiamento e parole di vicinanza.
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In breve tempo vengono raccolti oltre 40 mila dollari, ai quali si aggiungono i ricavi generati dalle visualizzazioni. Un aiuto concreto che alleggerisce il peso economico della malattia, ma soprattutto una dimostrazione di quanto una community possa trasformarsi in una rete di supporto reale, capace di andare oltre la semplice condivisione di contenuti.
Un messaggio per tutte le famiglie
Questa storia parla di tecnologia, certo, ma soprattutto di famiglia. Racconta che i videogiochi non sono solo una perdita di tempo, ma possono diventare strumenti di relazione, conforto e persino solidarietà. Mostra che l’età non è un limite all’apprendimento e che mettersi in gioco, letteralmente, può fare la differenza nella vita di chi amiamo.
Per molte mamme, il mondo digitale dei figli è fonte di preoccupazione o distanza. L’esperienza di Sue ci invita invece a guardarlo con occhi nuovi: come uno spazio da esplorare insieme, da comprendere, da usare in modo consapevole e positivo.
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Negli ultimi giorni è arrivata la notizia più attesa: Jack ha annunciato di essere cancer-free. Un traguardo che non cancella il dolore vissuto, ma che illumina di speranza il cammino percorso. Quella che era iniziata come una partita condivisa tra nonna e nipote si è trasformata in una storia di resilienza, amore e forza collettiva.
Per chi legge, resta una certezza: quando l’amore guida le nostre scelte, anche un videogioco può diventare uno strumento per unire le persone e guardare al futuro con più fiducia.




