La storia di Emma: un libro per raccontare la sua rinascita

La piccola Emma è una bimba come tante altre, allegra, giocherellona, vivace come tutte i suoi coetanei. All'età di due anni, mentre la mamma l'accompagnava all'asilo nido, viene investita da un Suv e ricoverata in ospedale in gravissime condizioni. Emma rimane ricoverata per circa due mesi e sottoposta a numerosi interventi chirurgici. La vicenda dolorosa ha avuto un risvolto lieto, infatti Emma adesso ha 4 anni e vive felicemente.
Ci sono esperienze che segnano profondamente l'animo umano e che non si possono certo dimenticare, spinta da ciò, la mamma decide di raccontare la propria esperienza in un libro, con l'obbiettivo di recare utilità ad altre famiglie. Il Libro si chiama Emma e il cappellino magico, una fiaba per i piccoli e i genitori che si ritrovano ad affrontare la dura esperienza dell'ospedale.

La favola di Emma

Il libro sarà nelle librerie a fine agosto e ha l'intento di raccontare con toni delicati e semplici il periodo di permanenza in ospedale.
Durante l'intervista, la mamma spiega i motivi della sua volontà di condividere il proprio dolore con altri. La favola di Emma e il cappellino magico, narra delle tante ragioni per le quali un bambino è costretto a vivere l'esperienza ospedaliera.
I bambini sono curiosi e hanno il diritto di sapere, per questo, il libro è arricchito da immagini esplicite che riguardano la Tac, il letto, l'elicottero del 118. La favola non termina con la festa per le dimissioni di Emma, ma con i controlli ai quali periodicamente è sottoposta la piccola.

L'amicizia tra Emma e il responsabile dell'incidente

A causare l'incidente di Emma, è stato un giovane uomo che involontariamente ha travolto con il suo veicolo un gruppo di bimbi, tra i quali Emma. Qualche tempo dopo, la mamma ha contattato il giovane per fagli sapere che non gli serbava rancore.
Da quel momento il ragazzo, che è impiegato in un alpeggio, quasi tutte le settimane si è recato in visita alla piccola portandole lo yogurt e il formaggio fatti con le sue mani. Adesso il loro legame si è rafforzato maggiormente.

Ph credits: Facebook

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