“I nostri figli non dovrebbero soffrire in questo modo”

jessica tumore neuroblastoma foto dolore

A soli 4 anni, Jessica ha solo pochi giorni da vivere. Un cancro le sta portando via la bellezza dell’infanzia e sta straziando il cuore della sua famiglia.

La storia della piccola Jessica

Conosciamo la storia di Jessica attraverso gli occhi di papà Andy Whelan, che con un’immagine in bianco e nero tanto triste quanto disarmante, mostra la foto della sua bambina mentre piange per il dolore provocato dalla malattia.

Gli occhi stretti e le labbra che tremano: questa fotografia racconta uno strazio familiare che porta a riflettere sull’importanza della vita.

«La foto peggiore e più dura che abbia scattato»

La piccola Jessica lotta contro un neuroblastoma da quando ha 13 mesi. La foto che papà Andy condivide su Facebook ritrae la figlia in un letto d’ospedale. L’immagine è accompagnata da parole molto tristi:

Questa è la foto peggiore e la più dura che abbia mai scattato. Pochi giorni fa ci è stato detto che nostra figlia ha poche settimane di vita. Questa foto è stata scattata nel momento in cui lei stava soffrendo tantissimo e non voleva mostrarci il suo dolore, al punto che ci ha allontanato.

I medici hanno comunicato alla famiglia che alla bambina restano poche settimane di vita. I genitori hanno deciso di sospendere il trattamento per farle vivere questi ultimi giorni un po’ più sereni.

In bocca al lupo a questa famiglia così unita!

Please follow and like us:

56 comments

  1. Alessandra Kass Forza 3 Novembre, 2016 at 20:28 Rispondi

    Sono mamma di due splendidi bambini, uno di 4 anni e uno di 2…..e Trovo questa foto davvero fuori luogo….il tumore lede la dignità umana e la sofferenza non dovrebbe essere sbattuta in rete….
    Per cosa poi…..sensibilizzare???!
    Mi chiedo come mai poi far soffrire così un bambino….ci sono delle terapie antalgiche che dovrebbero proprio evitare cose simili….soprattutto nei bambini!!!!
    Ho visto mia madre morire di tumore…non avrei mai pubblicato foto della sua sofferenza….figuriamoci condividere on line quella di una figlia…che cose strane accadono.
    Non è una critica al genitore…che in preda alla disperazione capisco possa non essere lucido…ma è il caso di divulgare queste immagini?

  2. Valeria Peretta 3 Novembre, 2016 at 21:26 Rispondi

    Concordo .. questa foto a mio avviso non dovrebbe essere divulgata.. credo possa servire solo a stare più male .. tipo me che adesso sto male nel ripensarci e ripensarci. Ho visto anche io mia madre soffrire e morire per quel male e le uniche foto fatte non sono stare certo per ricordarne la sofferenza ma anzi la sua forza fino all’ultimo. Stavolta proprio no …

  3. Sara Rabino 3 Novembre, 2016 at 21:27 Rispondi

    Ho una bimba di 4 anni queste cose non dovrebbero succedere ai bambini. Un genitore farebbe qualsiasi cosa per prendere il loro posto ma non è possibile e dev’essere straziante. Piccolo angelo!

  4. Erica Zerbini 3 Novembre, 2016 at 21:38 Rispondi

    Sarà che con questi social tutti pensano di poter condividere tutto senza chiedere il permesso. Già ci si sente male al sol.pensiero che dei bimbi possano soffrire.. non era proprio il caso di mettere ( e di scattare) una foto così.

  5. Greta Ghiselli 4 Novembre, 2016 at 00:36 Rispondi

    D’ accordissimo con tutte le mamme. Una foto che porta solo dstrazio e dolore. Non è questo il luogo consono a pubblicazioni di questo tipo e nessun luogo dovrebbe esserlo. Grande delusione

  6. Greta Ghiselli 4 Novembre, 2016 at 00:36 Rispondi

    D’ accordissimo con tutte le mamme. Una foto che porta solo dstrazio e dolore. Non è questo il luogo consono a pubblicazioni di questo tipo e nessun luogo dovrebbe esserlo. Grande delusione

  7. Erika Feo 4 Novembre, 2016 at 18:25 Rispondi

    Di fronte a un dramma del genere non mi verrebbe proprio in mente di fotografare l’agonia di mio figlio! Ma oggi è proprio vero tutto si deve pubblicare in questi maledetti social network! Che schifo

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.