Oggi si fa lezione... in spiaggia! L'idea di una scuola spagnola

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È da ormai più di un anno che siamo costretti a convivere con la terribile pandemia di Covid-19 e in questa situazione ognuno a suo modo cerca di porre rimedio alle problematiche che ne conseguono. In Spagna, ad esempio, nella regione di Murcia, l'istituto Felix Rodriguez de la Fuente ha scelto di trasferire insegnanti ed alunni sulla spiaggia di Playa de los Nietos per lo svolgimento delle lezioni. L'iniziativa sperimentale prevede il coinvolgimento di 8 classi, costituite da studenti dai tre ai dodici anni, che frequenteranno le lezioni alternandosi in riva al mare. Il metodo adottato consente ai bambini di apprendere il programma scolastico in maniera originale e perfettamente sicura.

Scuola in spiaggia: una risposta al Covid-19

Il nome del progetto, Fresh Air, racchiude in due parole il senso profondo di questa esperienza: donare ai piccoli allievi la possibilità di imparare in un contesto salubre. Infatti, oltre al vantaggio di avere spazio sufficiente al distanziamento sociale, in spiaggia i bambini si avvalgono degli effetti benefici dello stare all'aperto e nello specifico di respirare la salutare aria di mare. Il tutto avviene nel completo rispetto delle norme anti-covid: i banchi vengono disposti dagli insegnanti osservando il rigoroso distanziamento e gli scolari seguono le lezioni indossando sempre la mascherina.

Studenti più felici

Il riscontro sulle lezioni all'aperto con i ragazzi è risultato senza dubbio positivo; come emerge dalle dichiarazioni di un insegnante di inglese (Juan Francisco Martinez) facente parte del corpo docente dell'istituto spagnolo, gli alunni si sentono dei privilegiati a poter frequentare la scuola open air e ne sono molto entusiasti al punto di non vedere l'ora che venga il proprio turno a parteciparvi. Inoltre, non bisogna sottovalutare l'aspetto sociale della questione; i bambini possono stare nuovamente tutti insieme come gruppo classe, non più costretti a presenziare (come nelle aule) al 50% o, ancora peggio, in completa solitudine davanti ad un monitor alle prese con la didattica a distanza. È un'iniziativa valida da adottare dove sussistano le condizioni, come avvenuto in alcune località italiane.

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