Perchè ai bambini piace giocare "alla lotta"?

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Uno dei giochi più amati dai bambini e, in particolare, dai maschietti è la lotta, ovvero quei combattimenti con fratelli, sorelle e amichetti durante i quali ci si diverte, ma senza farsi male. Si tratta, essenzialmente, di un gioco-scherzo per i bambini, ma che per i genitori, invece, rappresenta spesso un modo pericoloso e violento di divertirsi.

Tuttavia, c’è molto altro dietro il gioco della lotta, il cui valore ludico e sociale viene troppo sottovalutato o è, addirittura, sconosciuto dai più.

Perché i bambini amano giocare alla lotta

I bambini amano giocare alla lotta perché, essenzialmente, è un’attività in cui ci si può scatenare, correndo, saltando, buttandosi per terra e urlando. È una delle forme di divertimento più amate, ma che nasconde anche risvolti sociologici importanti, perché si tratta di un’attività ludica che prevede lo sviluppo della creatività e la possibilità di imparare a dosare le proprie forze ed energie, acquisendo, a tutti gli effetti, il controllo della propria aggressività.

Questa, infatti, viene incanalata verso comportamenti socialmente accettabili, come appunto il gioco e aiuta il bambino a sperimentarla in maniera sicura e divertente, permettendogli di imparare a conoscere anche il proprio fisico e i propri limiti.

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A cosa serve giocare alla lotta?

Come detto, il gioco della lotta nasconde dei risvolti psicologici e sociologici importanti, perché può essere lo strumento tramite il quale i bambini sperimentano la propria crescita e prendono confidenza con l’aggressività, nel senso sano del termine. Questa, infatti, viene scaricata durante la lotta, insieme all’eventuale rabbia e tensione, sotto forma di gioco e divertimento, perché niente è più liberatorio di una bella lotta di cuscini o di una gara di gavettoni durante l’estate.  Nonostante l’idea di tanti genitori, i giochi in cui è presente una certa dose di aggressività, non sono tutti violenti e pericolosi, ma hanno un preciso scopo e una precisa utilità nel percorso di crescita dei bambini.

L’aggressività ludica, infatti, è spesso soltanto uno strumento che i piccoli mettono in atto per conoscersi tra loro e sperimentare il rapporto con i loro simili, ma cosa più importante, ogni bambino è ben consapevole della distinzione tra realtà e fantasia, per cui è raro che vada oltre il semplice divertimento.

Reprimere l’aggressività, inoltre, potrebbe essere controproducente, perché quando un bambino non può esprimerla liberamente e pacificamente, possono nascere sentimenti di frustrazione e rabbia, che potrebbero causare comportamenti anomali.

L’importante è che questo tipo di gioco avvenga in situazioni che garantiscano la sicurezza dei bambini stessi, quindi su un tappeto o uno spazio adeguato; che ci sia, possibilmente, la presenza di un adulto in grado di supervisionare; e che quest’ultimo abbia la capacità e la disponibilità di farsi coinvolgere, perché i bambini ameranno sempre giocare con mamma e papà e mettere alla prova la loro forza con quella degli adulti.

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