Petizione contro Huggies: spot dei pannolini sessista?

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Se avete guardato la televisione negli ultimi tempi, vi sarà capitato senz'altro di vedere lo spot della celebre casa produttrice di pannolini usa e getta Huggies, sotto accusa per pubblicità sessista. Ad oggi è in corso una petizione contro Huggies che sta facendo il giro del web.

Nello sponsorizzare un nuovo tipo di pannolino, la cui struttura è studiata in modo da rispondere alle diverse conformazioni anatomiche di bambini e bambine, l'Huggies ha lanciato un messaggio che, a molti, è sembrato palesemente sessista.

Infatti, nel mettere in confronto i maschietti e le femminucce, evidenziandone le differenze, la pubblicità finiva per presentare i bambini e le bambine secondo stereotipi di genere: le bimbe venivano tratteggiate come indifese, in perenne attesa dello sviluppo degli eventi, mentre i bimbi come intraprendenti e avventurieri, dei piccoli grandi eroi in grado di cambiare il mondo.
Insomma, dal promuovere un nuovo prodotto Huggies è passata a trasmettere un messaggio sessista e basato su quelli che sono considerati i principali stereotipi culturali e sociali che caratterizzano bambini e bambine.

Il web non è rimasto a guardare per molto e sul celebre sito Change.org è stata lanciata una petizione (che ad oggi ha raccolto già più di 6000 firme) per far cambiare il contenuto della pubblicità: come possiamo leggere nel testo della petizione, infatti, il dito viene puntato non verso il prodotto in se', quanto al messaggio trasmesso che è considerato fuorviante per le giovani generazioni: il rischio insito nel messaggio è che si arrivi a credere corretto un comportamento sociale stigmatizzato.

Oltre al singolo e specifico caso di Huggies, l'occasione è quella buona per riflettere su come la reclame effettivamente cavalchi l'onda delle differenze di genere e proponga i propri prodotti in un'ottica di stereotipi sociali e culturali: gli esempi saliti all'onore della cronaca sono numerosi, ma in molti altri casi il messaggio è subdolo e non facilmente individuabile, rendendosi così ancora più insidioso. Insomma, anche una banale pubblicità può essere un'arma a doppio taglio...

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30 comments

  1. Valentina Milici 28 giugno, 2015 at 20:30 Rispondi

    Sinceramente non la trovo stupida la pubblicità mette semplicemente in evidenza le differenze tra un pannolino e l’altro! Come per gli assorbenti per flusso scarso o più abbondante…qui loro in questa pubblicità promettono differenti modi di assorbimento della pipi per la bimba e il bimbo infatti dicono proprio questo! Poi se l’efficacia del pannolino è davvero sostanziale questo non lo possiamo sapere bisognerebbe chiedere a quelle mamme che lo stanno provando. ..ma da qui a dire che sia spot sessista. ..ce ne vuole. ..poi la petizione pure!mah per favore!

  2. Paola Suppa 28 giugno, 2015 at 21:38 Rispondi

    La petizione non è contro il fatto che esistano differenze fisiche tra bambini e bambine, ci mancherebbe, ma sul fatto che i bambini vengano presentati come in cerca di avventure e le bambine come pronte solo a farsi belle. Si contesta questo tipo di stereotipi che vengono inculcati inconsapevolmente fin da piccoli e contribuiscono a creare una immagine della donna superficiale.

  3. Marta Leggerini 28 giugno, 2015 at 23:36 Rispondi

    Invece che fare le petizioni per le cavolate, sarebbe meglio dire che questi pannolini sono una merda…. Mio figlio dopo mezz’ora che ha tenuto questo pannolino aveva le piaghe!!!!! 😱😱😱😱😱non li comprateeeee

  4. Wanda Grey Garritano 29 giugno, 2015 at 08:12 Rispondi

    La petizione sessista…perche’, non e’ la verita’ che i maschietti hanno il pisellino e le femminucce la farfallina??? Io farei una petizione per togliere il cervello per chi si scandalizza di queste cose e poi va a mettersi in fila in costume per farsi regalare i vestiti da Desigual

  5. Silvia Siby 29 giugno, 2015 at 09:46 Rispondi

    Ce n’è di gente che non ha un c***o a cui pensare e ha la mente cosi contorta e piccola da trovare subito che in una pubblicità di pannolini per bimbi si parla di sesso… sinceramente io l’ho vista solo una paio di volte la sera e è ste finezze, di sta gente che crea ste petizioni, non le ho recepite… Se hanno avuto tempo di di tirar fuori una cosa del genere vuol dire che sta gente non ha niente da fare…ed ha un chiodo fisso in testa! A mio parere ci sono ben altre cose ben più importati che stare a criticare una pubblicità!!!!

  6. Federica Miotto 29 giugno, 2015 at 13:58 Rispondi

    Mamme, leggiamo bene i contenuti! A prescindere dall essere d accordo o meno, sulla stupidità della pubblicità, sull utilità della petizione o sulla qualità dei pannolini stessi, il messaggio sessista a cui si riferisce la petizione non è perché producono due pannolini diversi per assorbenza per maschio o femmina! Ma il messaggio che “passa” la pubblicità è un altro. Poi, tutto il mondo mediatico “guida” i nostri acquisti e consumi attraverso messaggi impliciti e subliminali solo che alcuni sono più palesi di altri agli occhi di qualcuno perché palesemente stereotipi di genere.

  7. Silvia Pasina 29 giugno, 2015 at 17:30 Rispondi

    È’ già stato tutto detto, la pubblicità si basa su stereotipi comportamentali, poi è ovvio che ogni bimbo è diverso da un altro, e allora? Io non ci trovo nulla di sessista, anche perché se l’educazione dei nostri figli si basa su una pubblicità siamo veramente messi male……

  8. Silvia Prosperi 29 giugno, 2015 at 19:29 Rispondi

    Cosa c’e’ di strano??? Le bimbe vengono descritte cosi come sono piu’ dolci e dall’istinto più tenero, mentre i maschietti più avventurieri, perché nn e’ così?? Perché ci si ostina a cambiare le cose, ma le fiabe di principi che salvano dolcemente le principesse mica sono sessiste!?! Ma le petizioni facciamolo alle cose serie nn alla realtà dei fatti giusti.

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