Sconfigge la leucemia ma non può andare a scuola: in classe ci sono compagni non vaccinati

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In provincia di Treviso un bambino di otto anni ha vinto la sua battaglia per la vita: è riuscito a sconfiggere la leucemia grazie a un trapianto di midollo e a pesanti cure chemioterapiche. Ma il suo coraggio non è bastato a garantirgli il ritorno alla normalità poiché il piccolo non può tornare a scuola; nella sua classe infatti sono presenti cinque compagni non vaccinati che potrebbero esporlo al grande rischio di contrarre malattie virali.

Il bambino guarisce dalla leucemia mieloide ma non può frequentare le lezioni

Sta festeggiando la sua vittoria più grande il bimbo veneto di 8 anni che in questi giorni è guarito definitivamente da una grave forma di leucemia mieloide. Ad aiutarlo la sorella maggiore che gli ha donato parte del suo midollo osseo e le premure dei genitori e dei medici durante le pesanti sedute di chemioterapia. Eppure i problemi del bambino non sono finiti : nella sua classe infatti ci sono cinque bambini non vaccinati che potrebbero rappresentare un pericolo per il suo organismo immunodepresso e che, pertanto, non gli permettono di tornare a scuola. Vivendo in un piccolo paese vicino Treviso, il bambino non ha neanche l'opportunità di cambiare scuola e anche nell'altra classe ci sono altri tre alunni sprovvisti di vaccino.

Appelli sui social e petizioni perché il governo prenda decisioni chiare sui vaccini

La storia di questo bambino è stato diffuso attraverso un post su Facebook dal medico Oriana Maschio, che si dichiara desolata e stordita dalla notizia. Denuncia la politica di allarmismo che il governo sta attuando sull'utilità dei vaccini. La dottoressa afferma che sono molto importanti per debellare le malattie endemiche e che gli eventuali rischi dovrebbero essere valutati solo da medici e da professionisti del settore. Così, in attesa che si decidano le sorti della Legge Lorenzin riguardo l'obbligatorietà dei vaccini, bambini malati e immunodepressi rimangono a casa per ridurre al minimo il contatto con i coetanei. In tal senso l'Unicef Italia vuole presentare una petizione in Parlamento intitolata "Proteggi un bambino. Proteggili tutti"; la famosa Onlus infatti ritiene che la vaccinazione rappresenti "un atto di responsabilità sia per i propri bambini, sia per quelli malati o debilitati che devono ogni giorno preservare un sistema immunitario fragile e maggiormente esposto al contagio".

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