La plagiocefalia posturale è il termine scientifico utilizzato per indicare la “testa piatta del neonato“, una malformazione cranio facciale che si può prevenire con una posizione corretta durante il sonno. Qui di seguito vi spiegheremo meglio di cosa si tratta e i giusti comportamenti da seguire.
Testa piatta del neonato: quando si verifica?
La testa piatta del neonato non è una deformazione congenita ma è provocata dalla posizione del bebè durante il sonno nei primi mesi di vita. Dormire continuamente in posizione supina oltre che diminuire il rischio di SIDS (Sindrome della Morte in Culla) favorisce infatti la modifica della parte laterale del cranio, dando origine al problema.
Secondo l’Accademia Americana di Pediatria, tuttavia, la causa di questa malformazione non sarebbe da attribuire alla posizione supina in sé, ma dal modo in cui si appoggia la testolina del bambino. In base alle ultime ricerche è stato dimostrato che se il neonato resta troppo a lungo nella stessa posizione il suo peso è in grado di comprimere le ossa molli del cranio, dando origine alla plagiocefalia. Il difetto generalmente si forma entro i primi due mesi di vita e se non viene riconosciuto e corretto subito, ovvero quando ancora le ossa sono malleabili, la malformazione può diventare permanente.
Come prevenire la plagiocefalia nella vita quotidiana
La strategia più efficace è semplice: variare. Alternare le posizioni durante la giornata aiuta a distribuire in modo equilibrato il peso della testa e a stimolare il bambino dal punto di vista motorio.
È utile, ad esempio, cambiare spesso il lato su cui il neonato appoggia la testa quando dorme, oppure modificare il suo orientamento nel lettino. Anche durante l’allattamento e nei momenti in braccio è importante non mantenere sempre la stessa posizione.
Il tummy time gioca un ruolo fondamentale. Fin dai primi giorni, seppur per pochi minuti e sempre sotto la supervisione di un adulto, stare a pancia in giù aiuta a rafforzare i muscoli del collo e della schiena, riducendo la pressione sul cranio.
Un altro accorgimento importante è limitare l’uso di sdraiette e ovetti allo stretto necessario. Tenere il bambino in braccio o utilizzare un marsupio permette invece di ridurre il tempo trascorso con la testa appoggiata e favorisce uno sviluppo più naturale.
Sviluppo motorio e postura: un equilibrio fondamentale
Uno degli aspetti più sottovalutati è il legame tra movimento e postura. Nei primi mesi di vita, il cervello del bambino è estremamente plastico e si sviluppa grazie alle esperienze quotidiane.
Un bambino libero di muoversi, di esplorare e di cambiare posizione sviluppa più facilmente competenze motorie adeguate. Questo si riflette anche sulla postura, che diventa più stabile ed equilibrata.
Al contrario, limitare il movimento o anticipare alcune tappe può creare piccoli squilibri che, nel tempo, possono influenzare la crescita. Ce lo spiega bene il dott. Matteo Silva, osteopata pediatrico nel suo libro Ogni giorno più grande (Mondadori):
“Alla nascita ogni bambino è un “miliardario del cervello”, pronto a modellarsi in base agli stimoli che riceve. Lo sviluppo non dipende tanto dall’eredità genetica quanto dalle stimolazioni motorie che i genitori gli offriranno tutti i giorni”.




