Tito e gli alieni, un film che insegna ad affrontare il dolore

Quanta sofferenza e quante domande comportano la perdita di un familiare? Metabolizzare il lutto in ambito familiare è doloroso e faticoso: ce lo racconta bene Paola Randi con il suo nuovo film, Tito e gli alieni, in uscita nelle sale il 7 giugno e interpretato da Valerio Mastandrea nel ruolo di uno scienziato perso nel suono dello spazio.

Il lutto, l’immensità e i ricordi

Tito e gli alieni è una commedia, condita con un pizzico di fantascienza, che tratta un argomento molto serio e difficile: la perdita delle persone care.

Valerio Mastandrea interpreta il Professore, uno scienziato solitario che passa il tempo ad ascoltare il suono proveniente dallo spazio, seduto su un divano in mezzo al deserto del Nevada nei pressi dell’Area 51.

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Dopo la morte della moglie vive in questa condizione di assoluta apatia, interrotta solo da Stella, una wedding planner per turisti appassionati di alieni che gli fa da autista. L’arrivo dei nipoti, Anita e Tito, dopo la morte del fratello sconvolgeranno la vita del professore e dei pochi abitanti di una terra desolata e misteriosa.

Tito e gli alieni

"Nella vita mi sono purtroppo trovata a dover affrontare perdite importanti e quindi a pormi quella domanda universale che ho deciso di esplorare in questa storia: come facciamo ad affrontare la paura della morte e del dolore?”

Paola Randi ha voluto raccontare la storia di Tito e gli alieni proprio partendo dal dolore. La perdita della moglie da parte del Professore prima, del fratello poi e i ragazzi rimasti orfani e costretti a trasferirsi in un luogo isolato e fuori dal mondo, sono l’occasione per riflettere sul senso di famiglia dopo la morte di una persona cara e come ritrovare un nuovo equilibrio familiare.

Il deserto fa da sfondo e anche da metafora al senso di inadeguatezza dei protagonisti: uno zio che non sa come accogliere i nipoti e come vivere con loro, Anita delusa di non essere a Las Vegas e ritrovarsi nel nulla, Tito che si affida completamente allo spazio per dar pace al suo dolore.

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Lo spazio immenso rappresenta proprio l’ignoto, la speranza di riavere in qualche modo chi non c’è più, la memoria e il ricordo di una persona cara.

E gli alieni?

“E gli extraterrestri? Beh, ci appartengono più di quanto non crediamo di sapere...” dice Paola Randi.

Gli alieni siamo tutti noi quando siamo messi di fronte a un cambiamento, più o meno drastico.

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Tito e gli alieni è un film ricco di significato, dove non mancano comunque dei momenti leggeri per stemperare un argomento così delicato. Merita di essere visto per tanti motivi, il primo fra tutti è quello di riconsiderare il nostro approccio alla vita e alle persone che ci sono accanto.

Post in collaborazione con Lucky Red

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