Vacanze estive troppo lunghe? Il problema del Summer Learning Loss

Il summer learning loss è un problema noto da molto tempo alle istituzioni scolastiche, che sanno bene come pause troppo lunghe dalla scuola inducano una parziale perdita delle conoscenze e dei metodi acquisiti durante l'anno scolastico.

I dati mettono in evidenza come, alla ripresa delle lezioni dopo le vacanze estive, i punteggi dei test degli studenti sia nettamente più bassi rispetto ad altri periodi dell'anno, costringendo il personale insegnanti a recuperare concetti già affrontati. Tutto ciò potrebbe essere evitato modificando il calendario scolastico.

Il Summer Learning Loss: un problema datato

C'è un problema nel sistema scolastico italiano che riguarda l'organizzazione del calendario didattico: vacanze estive così lunghe, di ben tre mesi, causano infatti una parziale perdita delle informazioni acquisite durante l'anno in capo agli studenti e, conseguentemente, un rallentamento di tutto l'iter educativo perché l'insegnante è costretto a tornare su argomenti già spiegati.

Le pause estive così lunghe ricalcano i cicli della raccolta del grano, e anticamente servivano per permettere anche ai figli dei contadini di frequentare la scuola senza intralciare il lavoro, ma oggi è proprio questa organizzazione che penalizza i meno abbienti.

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Summer Learning Loss: colpisce chi ha meno risorse

Le ricerche infatti hanno rivelato che sono proprio i figli delle famiglie meno abbienti, ad oggi, a essere più penalizzati da questo sistema: le famiglie ricche infatti possono permettersi un insegnante privato che dia qualche ripetizione estiva al figlio, mantenendo così attiva la memoria.

Stessa cosa non può dirsi per le famiglie meno abbienti, i cui figli tornano a scuola avendo perso una parte delle nozioni.
È necessario, dunque, riorganizzare il calendario didattico imitando altri paesi europei, nei quali le vacane estive sono più corte e gli studenti hanno delle pause di una o due settimane ogni due o tre mesi.