Vaccino anti Rotavirus: #unapreoccupazioneinmeno

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Il Rotavirus è responsabile della maggior parte delle gastroenteriti in età pediatrica, è molto contagioso e può presentarsi in diverse forme. In epoca pre-vaccinale si verificavano in Italia ogni anno 400.000 infezioni da Rotavirus, che causavano oltre 80.000 visite mediche e fino a 15.000 ricoveri ospedalieri. Una seria gastroenterite da Rotavirus può causare disidratazione che, nei casi più gravi, deve essere curata durante un ricovero ospedaliero. I sintomi più gravi vengono spesso subiti dai neonati sotto l’anno di età.

In questo periodo dove la salute e la sicurezza sono in primo piano è lecito avere dei dubbi e quindi è utile saperne di più sull’infezione da Rotavirus e sul vaccino che la previene.

La mia bimba Anna ha due anni e insieme alle altre vaccinazioni ha ricevuto anche quella contro il Rotavirus: la somministrazione è stata per via orale in due dosi che abbiamo fatto insieme alle altre vaccinazioni previste dal suo piano e, a parte un po’ di irritabilità in più, non ha avuto altri effetti indesiderati. Mi ricordo che sono stata io stessa, sotto la guida dell’infermiera, a somministrarle la dose comodamente.

Devo ammettere, però, che pur essendomi informata su quali fossero i vaccini previsti, non sapevo tutto su quello anti Rotavirus. In occasione della diretta Facebook sulla pagina di FattoreMamma ho scoperto la campagna informativa #unapreoccupazioneinmeno che ha come scopo la distribuzione di materiale informativo sull’infezione da Rotavirus e la sua prevenzione.

Sul sito www.unapreoccupazioneinmeno.it e su tutti i canali social della campagna (Facebook e Youtube) si possono trovare tanti materiali informativi per rispondere alle domande dei genitori, interventi di esperti, curiosità e appuntamenti di approfondimento circa l’infezione da Rotavirus e il vaccino.

Durante la diretta diversi esperti e mamme blogger hanno discusso sul tema delle prime cure per i lattanti e delle prime vaccinazioni, e ho seguito con interesse l’intervento della pediatra di famiglia Vanessa Perone che ci ha spiegato con molta chiarezza tante cose sul vaccino anti Rotavirus.

Infezione da Rotavirus: i sintomi

La gastroenterite da Rotavirus (GARV) è una malattia che colpisce moltissimi bambini sotto i 5 anni con un’incidenza maggiore sotto l’anno di età.

I sintomi sono vomito, diarrea e febbre, in alcuni casi questi si presentano contemporaneamente e possono dare problemi di forte disidratazione e sotto l’anno di età, in un caso su 40, si arriva al ricovero ospedaliero al fine di reintegrare i liquidi persi. Nei neonati può essere comune la diarrea ma quando vengono colpiti dal Rotavirus questa si presenta (spesso accompagnata da vomito) con anche 20 scariche al giorno che possono causare velocemente disidratazione. Può presentarsi anche la febbre e arrivare a superare la temperatura di 40°C e i bambini possono presentarsi letargici o irritabili. I segni della disidratazione sono bocca secca, scarsa minzione e pianto senza lacrime.

Anche quando non porta sintomi gravi la malattia è comunque debilitante e il virus è molto contagioso: la via di contagio principale è quella oro-fecale ma rimane per diverso tempo efficace anche sulle superfici. Il virus passa facilmente anche agli adulti, spesso infatti colpisce l’intera famiglia.

Prevenire l’infezione, soprattutto nel neonato, e attenuarne i sintomi è possibile tramite la vaccinazione anti Rotavirus.

Il vaccino anti Rotavirus

Il vaccino anti Rotavirus è un vaccino vivo attenuato che viene somministrato per bocca in due o tre dosi a seconda del vaccino che si utilizza. Il vaccino è gratuito e si può ricevere entro i 6/8 mesi a seconda del tipo di vaccino e può essere somministrato anche dai pediatri di famiglia in accordo con l’ASL di riferimento ed è previsto dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale  per tutti i nuovi nati a partire dal 2018. Offre una copertura almeno fino ai due anni, scongiurando l’insorgere dei sintomi gravi della malattia nei soggetti più a rischio e non servono richiami.

L’ASL propone il vaccino dal 3° mese ma in accordo col pediatra si può somministrare precocemente a partire dalla 6° settimana di vita.  Anche se non fa parte dei vaccini che vengono richiesti per l’ammissione al nido è fortemente consigliato proprio a causa dell’alto tasso di contagiosità del virus.

Il vaccino anche se può non garantire al 100% l’immunizzazione alla malattia ne attenua i sintomi soprattutto nei bimbi molto piccoli. Si stima che il vaccino abbia un’efficacia superiore all’80% dei casi.

Alcuni effetti indesiderati possono essere lieve mal di pancia e irritazione mentre un effetto indesiderato molto raro ma più grave è l’invaginazione intestinale, una patologia che può causare un blocco intestinale. L’insorgere di questo problema in concomitanza con la somministrazione del vaccino è molto improbabile, si parla di un caso su 100000 bambini e recenti studi hanno sottolineato come questa patologia colpisca anche bambini non vaccinati. Si tratta infatti di una condizione che può avvenire anche naturalmente e non è una conseguenza diretta del vaccino, ma spesso il picco epidemiologico della stessa corrisponde con le settimane in cui si somministra il vaccino (motivo in più per somministrarlo precocemente). Occorre comunque osservare il bambino nella settimana successiva al vaccino e un campanello d’allarme è il vomito a getto. L’invaginazione intestinale, se diagnosticata tempestivamente, è comunque facilmente risolvibile anche in pronto soccorso.

La vaccinazione protegge i bambini a cui viene somministrata ma anche la comunità da un possibile contagio, evitando anche di pesare sul Sistema Sanitario Nazionale.

Post in collaborazione con Argon Healthcare: https://www.unapreoccupazioneinmeno.it/ è una campagna di informazione realizzata da GSK con l’approvazione del Ministero della Salute e il patrocinio della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP).

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