Bambini e sport: attenzione ai danni da contatto

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Lo sport è importante, tanto per gli adulti quanto per i bambini poiché permette non solo di fare della sana attività fisica, ma anche di alleviare lo stress della scuola e di sviluppare buoni rapporti con gli altri bambini, soprattutto nel caso degli sport di squadra. Si tratta dunque di un’attività da incoraggiare, sempre con le dovute attenzioni però.

Infatti, gli sport da contatto, come il calcio e il rugby, possono essere molto costruttivi per vari motivi, ma possono mettere a rischio i piccoli causando danni cerebrali. Vediamo perché.

Sport di contatto nei bambini: i pericoli

Le indagini sono state effettuate dai ricercatori dell’Università di Boston, che hanno capito perché il corpo dei bambini è più a rischio di danni cerebrali rispetto agli adulti. Secondo gli studiosi i traumi da contatto possono causare più danni sotto i 12 anni perché eventuali traumi concussivi alla testa possono mettere in moto un aumento della produzione della proteina Tau nel cervello, dando vita alla tauopatia.

Bambini e sport di contatto: la tauopatia

La tauopatia prende appunto il nome dalla proteina che si genera in caso di trauma da contatto e può essere descritta come una patologia di tipo neurodegenerativo. Il metabolismo della proteina Tau causa problemi perché una volta attivata interferisce con le funzioni cognitive.

Secondo gli studi condotti dall’Università di Boston, eventuali danni cerebrali non avvengono necessariamente durante traumi forti o evidenti, ma basterebbe anche solo un eccessivo scuotimento del cervello durante l’attività sportiva, spintonamenti o contatti, per causare dei rischi di danno, per questo i medici mettono in guardia i genitori affinché i bambini siano adeguatamente protetti durante le attività che possono comportare questi problemi.

Un esempio tra tanti è il rugby, sport molto corretto, ma per natura caratterizzato da urti e contatti tra i giocatori. Anche le federazioni sportive stanno conducendo adeguate analisi sui giocatori, per ottenere tutte le informazioni utili in proposito.

Questo studio utilissimo e interessante non deve affatto portare mamme e papà a evitare l’attività sportiva dei propri bambini, ma come avviene per altre situazioni, è sempre necessario prestare molta attenzione, soprattutto se a farne le spese è la salute dei bambini. È consigliato fare prevenzione, di modo che i rischi di danno siano minimi, grazie a protezioni e chiedendo magari il parere del proprio pediatra.

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