Bonus Bebè 2017 raddoppia per incentivare le nascite?

Siamo un Paese sempre più vecchio, nel quale l'età media avanza e le coppie giovani non riescono a permettersi più di formare una famiglia. La situazione critica della natalità nel nostro Paese è ben nota e da diverso tempo a questa parte la politica sta intervenendo in materia. Dal prossimo anno si profilano importanti novità: il Bonus Bebè 2017 raddoppia al fine di incoraggiare l'incremento delle nascite in Italia.

Come funziona il Bonus bebè

Una delle misure più famose in tal senso è sicuramente il Bonus Bebè, un importo che da alcuni anni le famiglie possono percepire mensilmente per sostenere le spese che la nascita e i primi anni di vita di un bambino portano con se'.

Inaugurato nel 2015, il bonus viene erogato dall'INPS alle famiglie con un reddito ISEE inferiore ai 25mila euro all'anno nella misura di 960 € all'anno (80 € al mese); le famiglie che hanno un reddito inferiore a 7mila euro all'anno hanno diritto a un importo raddoppiato. Il bonus viene erogato fino al compimento del terzo anno del bambino (o dell'ingresso in famiglia, se adottato).

Bonus Bebè 2017 raddoppia: un modo per incentivare le nascite?

Lo scorso anno è stato toccato il record negativo di nascite, sceso per la prima volta sotto i 500.000 nati (secondo le stime 488.000 contro i 561.000 del 2010). Lo Stato, quindi, vuole alzare la posta in gioco e provare a incentivare la nascita di nuovi bambini con il raddoppio dell'importo del Bonus Bebè: secondo i progetti presentati nei giorni scorsi dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, si potrebbe da una parte elevare l'assegno mensile a una cifra compresa fra 160 € e 320 €, a seconda del reddito della famiglia, e aumentare anche l'assegno che spetta in caso di nascita del secondo figlio.

L'altra via da seguire sarebbe quella di aumentare il reddito Isee di riferimento per poter accedere al bonus bebè, alzando la soglia dai 25mila € di oggi ai 30mila.

Proposte interessanti, ma sulla cui efficacia di poter davvero risolvere i problemi legati alla natalità (o meglio alla denatalità) in Italia rimangono dei dubbi: le famiglie italiane, oltre ad affrontare i problemi di natura economica, con la nascita di un figlio si trovano a fare i salti mortali per crescerli, fra scuole chiuse per mesi e datori di lavoro restii ad andare incontro alle esigenze delle famiglie… per risolvere davvero il problema del crollo delle nascite non servirebbe una politica di welfare ben più mordente?

50 comments

  1. Elisabetta Pigaiani 23 maggio, 2016 at 10:30 Rispondi

    Il problema è che dovrebbero alzare l’isee e darlo a più persone il bonus!! Io e mio marito lavoriamo tutti e due (grazie a Dio!) quindi per lo stato siamo “facoltosi” (ma quando mai) e non qualifichiamo per nessun aiuto. Peccato che così sarà proprio dura fare altro figli. Prendiamo esempio dai paesi nordici,dove gli aiuti sono per tutti!!!

    • She Bear 23 maggio, 2016 at 15:36 Rispondi

      Certo signora Laura, c’è chi sta peggio e non ha neanche il lavoro, ma non deve far sentire in colpa chi ha la fortuna di averlo, perché anche chi lo ha ed ha un mutuo da pagare e con figli magari anche piccoli, si fidi…non versa in condizioni molto migliori di chi non ha un lavoro!
      Detto questo, non dobbiamo guardare ed invidiare chi potrebbe stare meglio di noi, ma arrabbiarci con uno stato che non fa niente per aiutare tutti, come avviene in altri paesi.

    • Laura Matelli 23 maggio, 2016 at 23:04 Rispondi

      Si ho una figlia…adulta ormai e che sta formando una famiglia sua. Io Non voglio far sentire in colpa nessuno ci mancherebbe. Se ho commentato è perché siamo molto al di sotto di quella cifra e in affitto. Non è una gara…ognuno ha i suoi problemi. A mio marito lo stato sta trattenendo una bella parte di stipendio quindi di che parliamo. Buona serata.

  2. Elena Luigi 23 maggio, 2016 at 10:38 Rispondi

    Il problema, oltre ai pochi soldi, è la mancanza di prospettiva per il futuro! E questo spaventa la gente!!! Non lo capiscono. Due precari (quando va bene precari) come fanno a mettere al mondo nuove vite? Con quale prospettiva?

  3. Elisa Rivalta 23 maggio, 2016 at 10:40 Rispondi

    Malattia del figlio non retribuita, che fa maturare meno ferie e permessi(come se potessi lasciarla da sola a casa…), dopo i 3 anni si hanno solo 5gg, in certe regioni con un certo reddito si pagano tutti gli esami clinici (in alcune sono esenti fino a 14 anni x fortuna, ma alcune, non tutte), prezzi nido allucinanti, servizi inesistenti x chi lavora il sabato, datori di lavoro che non hanno nessun beneficio a concedere part time o riduzioni di orario…e poi il bonus è solo x 3 anni…e 80€ non fanno dire a nessuno… osta ora sì che posso permettermi di fare un figlio…

  4. Pasotto Prisca Nancy 23 maggio, 2016 at 12:09 Rispondi

    Sono solo spiccioli dati per fare bella (per modo di dire) figura…intanto sarebbero diretti a pochi…alla fine…ma la famiglia ha bisogno di più servizi…più elementi che possano sostenere la famiglia…più asili…con costi meno proibitivi…ma noi siamo anni luce dai paesi nordici…paradiso per le famiglia…qui..invece…siamo all’inferno..la famiglia non viene per nulla agevolata ed aiutata…e non sarà un misero contributo a cambiare la situazione…CHIEDE DI COSA ABBIAMO BISOGNO…e lavorate su questo…ma sarebbe troppo bello e troppo faticoso per voi…

  5. Vincenzo Tina 24 maggio, 2016 at 05:57 Rispondi

    ed ancora una volta il “Bonus Bebè “” serve ad aiutare stranieri , tanto le donne italiane non fanno figli, preferisco adottare un cane chiamandolo “”AMORE VIENI DA MAMMA”

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