Di decorazioni natalizie e altri disastri (lei)

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Care mamme le vostre case sono già un tripudio di decorazioni natalizie? Il vostro albero di Natale sarà la prossima copertina di Vogue? Enzo Miccio si è presentato a studiare la perfezione del vostro presepio?

Ecco, allora aria: questo post non è per voi.

Oggi sfatiamo un mito: e chi lo dice che l’allestimento natalizio perfetto è opera della mamma? Che le nostre sante mani devono per forza essere in grado di procurare il pane, crescere i figli e fare pure le palline in découpage?

E no: io, che ho la stessa manualità di Edward Mani di Forbice ma senza forbice, oggi ho deciso di ribellarmi e fare outing. NON SO DECORARE CASA!

La mia triste storia parte da lontano. Perché sono sicura che quando Dio ha distribuito le mani, a me per sbaglio ne ha rifilate due sinistre. O due destre, fate voi. Sì che ho i pollici opponibili, ma non appena i miei si oppongono su un pennello, un paio di forbici, un po’ di luccichini, è più probabile che faccia saltare l’atollo di Mururoa piuttosto che creare una decorazione.

Il fato ha voluto farmi crescere circondata da artiste del decoro: e così mia sorella realizzava sempre l’Albero di Natale, in uno sfavillio di palline dipinte a mano e rose di carta, a me facevano fare il Presepio.

Il perché era ovvio: che danni si possono fare a poggiare i pupazzi sul vellutino? E così io per vendetta lo facevo sempre più grande e lo tenevo ogni anno più a lungo, che a Pasqua Gesù iniziava ad avere le crisi perché non capiva se mai se doveva nascere o morire.

Per quelle come me, durante l’anno, a parte i pacchetti dei regali dei compleanni, non ci sono prove particolarmente complesse.

Il dramma arriva a Natale: quando quello che VUOI fare e quello che SAI fare devono per forza venire a patti. E così inizi freneticamente a navigare nel web alla ricerca del Calendario dell’Avvento con su scritto FACILISSIMO a lettere cubitali, ti senti in dovere di comprare una vagonata di palline di polistirolo da decorare e giuri ai tuoi figli che farete insieme tanti deliziosi lavoretti.

E ti ritrovi il giorno prima di Natale a tentare di smacchiare il Vinavil dal tavolo della sala (quello che vale come la tua macchina), pensare che i vetri era meglio pulirli PRIMA e non DOPO che i tuoi figli ci attaccassero 10 metri quadri di fiocchi di neve e osservare con la coda dell’occhio l’Albero che pende di 40 gradi, sperando che se proprio deve abbattersi su qualcuno, sia sulla suocera la sera del cenone.

Però, non sai né come né perché, i pargoli sono entusiasti: avete fatto un sacco di cose insieme. Avete riso delle palline dipinte alla disperata, del Calendario dell’Avvento fatto con i bicchieri di plastica. Avete passato del tempo insieme. Avete giocato.

E quindi diciamocelo: non sapremo decorare, ma fare la mamma ci viene davvero bene. Anche a Natale!

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