Depressione post partum: prevenire è meglio che curare

La depressione post partum è da qualche giorno di nuovo sotto l’attenzione di tutti, purtroppo a seguito degli ultimi casi di mamme che si sono tolte la vita uccidendo prima i loro figli. Purtroppo però di depressione post partum se ne parla troppo poco e spesso lo si fa quando è tardi.

Prevenire è meglio che curare

Attualmente il rischio di incorrere in questa seria problematica è di uno o due casi ogni mille gravidanze. Questo è quanto sostiene Claudio Mencacci, presidente della Società Italiana di Psichiatria. In Italia esistono diverse iniziative a livello regionale che coinvolgono svariate figure professionali come le ostetriche, i ginecologi e i pediatri. Lo scopo è quello di fornire alle mamme un valido supporto per prevenire l’insorgenza della depressione post partum.

Onda, l’osservatorio dedicato alle donne e alla loro salute, ha reso pubbliche alcune indicazioni a scopo preventivo che possono essere utili soprattutto alla famiglia, come ad esempio l’isolamento sistematico della neo mamma e il non desiderare più nemmeno piccoli gesti di tenerezza da parte del partner.

E se la depressione post-partum fosse genetica?

Le misure preventive fino ad adesso messe in pratica però non sono sufficienti per evitare situazioni limite che possono sfociare in gesti estremi come quelli di pochi giorni fa. Sarebbe opportuni attivare uno screening di tutte le donne a rischio già durante le prime fasi della gestazione.

Solitamente chi incorre nella depressione post partum ha familiari stretti che soffrono o hanno sofferto di depressione o hanno già mostrato segnali allarmanti con il primo figlio che hanno avuto.

La malinconia del baby blues

È opportuno sottolineare che la depressione post partum poco ha a che fare con il baby blues. Il baby blues, infatti, è una sorta di malinconia che induce spesso a piangere durante i primi giorni dopo il parto.

Si tratta di una cosa del tutto naturale che non deve destare preoccupazione. È legata strettamente ai cambi ormonali in corso, ma se perdura più di qualche settimana è il caso di ricorrere a un aiuto di tipo psicologico per evitare che possa sfociare nella depressione post partum.

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