I pannolini di stoffa sono così eco come sembrano?

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Se avete un bebè in arrivo e, fra i miliardi di cose da pensare, state valutando di utilizzare i pannolini di stoffa per una questione ambientale, un articolo pubblicato sul Washington Post potrebbe farvi ripensare. Da qualche tempo a questa parte, i pannolini di stoffa riutilizzabili sono stati riportati in auge da chi ha a cuore le sorti del pianeta, in nome del loro ridotto impatto ambientale rispetto ai pannolini usa e getta. Inoltre, non è certo da sottovalutare anche il risparmio economico a lungo termine e la minor irritabilità della pelle del neonato.

Secondo il Washington Post, tuttavia, i pannolini riutilizzabili in cotone potrebbero non essere la miglior soluzione ecologica ai pannolini usa e getta: a salire sul banco degli imputati sarebbe il cotone che, per sua coltura, richiede un massiccio utilizzo di sostanze chimiche e un voluminoso impiego di acqua, senza dimenticare che il processo di produzione e trasformazione del cotone è di dubbia sostenibilità ambientale. Non di meno, una volta entrati nelle nostre case, i pannolini di stoffa richiedono una grande quantità di acqua e di energia per il loro lavaggio. Insomma, i pannolini di stoffa, conclude il Washington Post, non sono una garanzia di assoluto rispetto ambientale.

Ben sappiamo che i pannolini usa e getta, sebbene non manchino studi e ricerche da parte delle big del settore per ridurre il loro impatto ambientale, non sono migliori da un punto di vista ecologico: dunque, la domanda sorge spontanea: qual è il pannolino che ha un minor impatto ambientale?

Rispondere su due piedi non è certo semplice, ma possiamo riflettere ad esempio se, per chi prediligesse i pannolini riutilizzabili, una buona soluzione non potrebbe essere quella di realizzare in casa i pannolini (sul web ci sono decine e decine di tutorial) sfruttando tessuti "di seconda mano" come vecchie lenzuola e prestando qualche attenzione per un bucato bio.

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