La musica: un calmante naturale per i neonati

I neonati amano ascoltare la musica proprio come chiunque altro e, se la melodia è quella giusta, riescono a ritrovare la calma. Scopriamo insieme i meccanismi che s'innescano quando un bimbo sente le sue canzoni preferite e perché non sempre i brani musicali che scegliamo hanno la capacità di rasserenarli.

Un fattore importante per capire cosa scatta nella mente di un bebè quando sente la musica è la familiarità. Ovviamente qualcuno si starà chiedendo come ciò sia possibile in un neonato di pochi giorni che ancora non ha dimestichezza con l'esperienza del mondo esterno.

Tutto ha origine nella vita intrauterina. Molti studi, infatti, hanno confermato che il feto reagisce ai suoni provenienti dall'esterno e già da allora dimostra le sue preferenze. Pertanto è possibile che il vostro piccino si addormenti e smetta di piangere con più facilità se prima della nascita sentiva vibrare un pezzo dei Led Zeppelin piuttosto di una comune ninnananna mai ascoltata prima.

Sì ai suoni ripetitivi e, perché no, cantati proprio dalla mamma!

E se la futura mamma non è mai stata una grande appassionata di musica? In questo caso, per calmare il neonato sarà sufficiente abituarlo all'ascolto nei momenti di quiete: la sensazione di relax accompagnata da un brano musicale adeguato favorirà l’apprendimento e lo sviluppo del ricordo musicale.

Un altro aspetto essenziale nel ruolo calmante della musica è la ripetitività. Secondo alcuni scienziati dell'Università di Montreal, più la canzone ha un andamento ripetitivo (come nel caso delle filastrocche), più sarà efficace la risposta calmante nel piccino. Uno di questi ricercatori, Marieve Corbeil, sostiene che alla base di tale comportamento vi sia un desiderio intrinseco di semplicità che spinge il cervello umano in via di sviluppo alla ricerca di quei suoni che soddisfino queste caratteristiche.

Dall'indagine canadese, inoltre, è stato dimostrato che il canto della mamma (anche poco intonata!) è più efficace che qualsiasi altra canzone, soprattutto quando alla familiarità della voce materna è associata la ripetitività del brano musicale.

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