Lavoro e maternità sempre più inconciliabili in Italia

lavoro e maternità

Lavoro e maternità sembrano sempre più inconciliabili. Ecco quanto emerge dai lavori di un recente convegno: il 20% delle mamme dopo il primo figlio abbandona il lavoro e se continua guadagna in media almeno il 15% in meno perché non avanza di carriera o perché va incontro a una riduzione del monte ore.

Perché le donne non riescono a conciliare lavoro e maternità?

Ma questo sottodimensionamento delle donne nel mondo del lavoro è sostenibile? Perché non sfruttiamo un capitale umano che portare nuova ricchezza al nostro Paese? Perché ancora questa discriminazione di genere nel mondo del lavoro? Perché la famiglia e il lavoro sono inconciliabili solo per le donne e non per gli uomini?

Dal telelavoro nuove opportunità per le donne

Da tempo ci si interroga su questi aspetti e nel corso dei lavori del convegno, proprio Tito Boeri, presidente dell'INPS, ha dichiarato che l'ente sta avviando delle misure e delle strategie di potenziamento del lavoro femminile in ogni settore con degli strumenti come il telelavoro e il lavoro a distanza.

21 comments

  1. Santina Caponnetto 23 maggio, 2017 at 19:59 Rispondi

    Ovvio perché siamo riconosciute cm donne lavoratrici (spesso schiavizzare) e non come mamme che vogliono contribuire x arrivare a fine mese(anzi ormai se a un colloquio dici d avere figli quasi quasi è un problema)

  2. Georgie Hetherton 24 maggio, 2017 at 09:21 Rispondi

    Vivo anche io sulla mia pelle questa situazione e purtroppo è difficile reagire perché non si vuole entrare in conflitto col datore di lavoro…tutto ciò è scandaloso e confermo che l’Italia è un paese maschilista e mentalmente chiuso

  3. Ery Lanaro 24 maggio, 2017 at 09:47 Rispondi

    Io lavoro come commessa,lavoro otto ore sabato e domenica che diventano dieci perché il centro commerciale è lontano da dove abito,ho una bimba di otto mesi il padre ha deciso di non volerne sapere e ho solo mia madre che mi accudisce la bimba,tutte le feste stiamo aperti,torno a casa massacrata e mi sento in colpa con la mia bimba perché non ci sono quasi mai,lo faccio per portare qualcosa a casa,e ora che mi scade il contratto non so che fine farò morale della favola sto facendo tanti sacrifici per niente 😞

  4. Manuela Cavallari 24 maggio, 2017 at 10:31 Rispondi

    Presente! E sono pure sola col bambino. Laurea, dottorato, tanti sacrifici e ora mi ritrovo anche a fare pulizie per arrotondare. Massimo rispetto per questo tipo di lavori, ma non è giusto! Poi vedi famiglie che pagano la metà di te al nido, hanno carte servizi a te negate, fanno 2 settimane al mare e tu non puoi nemmeno permetterti un Week end …

  5. Alessandra Kass Forza 24 maggio, 2017 at 15:36 Rispondi

    Io sono lavoratrice autonoma, collaboro tramite agenzie educative nelle scuole per progetti riabilitativo-educativi con bimbi e ragazzi che hanno disabilità sensoriali!! Da autonoma non sono tenuta ad astenermi dal lavoro (visto che se non pedalo subito il mio posto lo prenderebbe qualcun altro/a) ma……e dico ma… se voglio rientrare subito a lavoro DEVO RINUNCIARE AL MIO LEGITTIMO ASSEGNO DI MATERNITÀ…da notare che io su ogni ricevuta o fattura lascio allo.stato circa il 45% dei miei ricavi…e non avrò mai una pensione. Ovviamente niente mutua o agevolazioni…se per qualche motivo smettessi di lavorare per me non ci sarebbe disoccupazione, perché con la p.i. aperta sei ricco! Risultato…a settembre partorisco per la terza volta e rientreró subito,con ancora i punti dove non batte il sole!!
    Perlomeno chi un contratto ce l’ ha 5 mesi a casa pagata se li può fare!!
    Noi siamo relegate al nulla proprio!!

  6. Elena Cadere 24 maggio, 2017 at 17:26 Rispondi

    Una beutta cosa io penso che tutte le mamme che lavorano o no abbiano il diritto di stare a casa con i loro cuccioli e addirittura essere pagate,in un paese dove e molto emancipato come l’Italia mi meraviglio che questo ancora oggi non c’è

Lascia un commento