Mamma & Lavoro: una discriminazione senza fine

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Nel 2017 capita ancora di leggere notizie di discriminazione sessuale verso le donne e le mamme. È accaduto qualche giorno fa con un annuncio di lavoro pubblicato su Facebook che escludeva chiaramente le donne con figli, ma gli esempi potrebbero essere molti di più.

Oggi la mamma nel mondo del lavoro è ancora vista come un problema, come un rallentamento dell’operosità dell’azienda. Spesso non viene assunta perché madre, ancora più spesso si trova l’escamotage per farle perdere il suo posto di lavoro.

Mamma & Lavoro: dove è la discordia?

Per alcuni datori di lavoro, la mamma crea scompensi di diversa natura. Può richiedere permessi se suo figlio si ammala, ha necessità di ferie comandate e su cui non transige, chiede diritti ed esercita benefici che, secondo l’azienda, non dovrebbe avere.

Le mamme perdono il lavoro dopo il parto, non gli si concede il congedo di maternità disciplinato dalla legge, diventano sbagliate solo per il fatto di avere dei bambini in casa. Ecco che le donne con figli sono condannate all’etichetta di lavoratrici poco produttive.

Mamme lavoratrici e discriminazione sul lavoro

È veramente così? Le mamme lavoratrici sono così diverse dalle donne senza figli? E perché esiste ancora questa discriminazione? Probabilmente a questo quesito non si può dare nessuna risposta. Se ancora nel 2017 durante i colloqui di lavoro i recruiters pongono domande personali per capire se una donna fidanzata si sposerà a breve e vorrebbe diventare madre, se ancora oggi una donna è costretta a mentire per non perdere il suo posto di lavoro, c’è un problema di fondo. Bisogna scavare nella cultura della nostra società, nell’impossibilità per una mamma lavoratrice di essere considerata per le sue qualità sul lavoro, per la sua produttività e non per il suo essere madre.

5 comments

  1. Lucia Gargiulo 2 marzo, 2017 at 14:28 Rispondi

    Mi permetto di fare i complimenti ai redattori del sito che descrivono perfettamente la vita delle donne, i loro problemi quotidiani, le loro emozioni e la solitudine in certi momenti in cui vivono. Per quanto riguarda questo articolo illuminante voglio sottolineare che purtroppo succedono quotidianamente queste discriminazioni e le forme di tutela a favore delle donne sono minime se non pari a zero in certe realtà.

  2. Carla Olla 2 marzo, 2017 at 14:37 Rispondi

    E solo in Italia che siano discriminate negli altri paesi i bambini sono una risorsa. Che poi io parlo x me io a lavoro sono ancora più efficiente proprio xke il lavoro mi serve

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