Mamma si oppone al taglio del cordone ombelicale in ospedale

lotus birth taglio del cordone ombelicale

Venerdì pomeriggio all'ospedale San Daniele, in provincia di Udine una donna dopo il parto ha detto ai medici di non tagliare il cordone ombelicale, in quanto secondo lei sarebbe dovuto cadere da solo.

I medici hanno però insistito poiché le condizioni del bambino peggioravano, ed il taglio era necessario. La donna, spalleggiata dal marito, ha insistito nella sua ferma intenzione minacciando di denunciare i medici.

Lotus birth e taglio del cordone ombelicale

Durante la gravidanza il cordone ombelicale ha una funzione fondamentale, in quanto fornisce nutrimento ed ossigeno al feto. Al momento della nascita ha esaurito il ciclo vitale, e va reciso per questioni di salute. In alcuni casi il sangue del cordone ombelicale viene donato per salvare altre vite.

Da anni però si è diffusa la pratica del Lotus birth, secondo la quale il cordone deve cadere in maniera naturale, cosicché il neonato possa iniziare la sua nuova vita in modo meno traumatico. La scelta dei genitori quindi è fondamentalmente etica, e non religiosa come si pensava inizialmente.

L'intervento della Procura

Le condizioni del neonato iniziavano a preoccupare, quindi i medici hanno chiamato la Procura esponendo la difficile situazione. La Procura ha dato il via libera al taglio del cordone ombelicale, necessario per salvare la vita in pericolo del neonato. Con buona pace dei genitori, che avevano ripreso tutto col cellulare minacciando di denunciare l'ospedale.

32 comments

  1. Ilaria Liut 18 settembre, 2017 at 11:27 Rispondi

    La storia che c’è dietro, il fatto di lasciar fare a madre natura la trovo molto bella, ma visto che siamo nel 21esimo secolo, abbiamo tutte le armi per tutelarci da infezioni e malattie (almeno alcune), mi fiderei più della scienza piuttosto che una storiella raccontata, e ho letto che è un veicolo di infezioni in più, quindi mi sembra solo un pericolo in più. E poi un conto è farlo quando la situazione lo permette, ma impuntarsi sul non tagliare il cordone mentre tuo figlio rischia la vita, quello no!!!! Anche a me sarebbe piaciuto farmi un parto naturale il più possibile, tenere mia figlia sul petto ecc, e invece purtroppo mia figlia è dovuta nascere con 10 settimane di anticipo e non sono neanche riuscita a vederla quando è nata. Ma in quel momento so che era più importante la mia vita! Spero di rifarmi con una prossima gravidanza, ma prima di tutto viene sempre la salute dei miei figli!

    • Mamme.it 18 settembre, 2017 at 11:51 Rispondi

      ciao Ilaria, grazie mille per la tua esperienza! All’interno dell’articolo abbiamo infatti trattato cos’è il Lotus Birth e i possibili rischi. Se sei interessata a saperne di più ti consigliamo di leggerlo. Un saluto!

  2. ElyBetta Pixmurruinpillo 18 settembre, 2017 at 11:56 Rispondi

    Penso che prima di tutto viene la salute del bambino,non mi piace come pratica e so che nn ha alcuna valenza scientifica!poi ,non so come abbia fatto quella mamma a stare calma quando le hanno detto che il bambino avrebbe avuto problemi di salute ,se non avessero tagliato subito il cordone! Qui ne va meno anche la fiducia verso chi ti ha appena aiutata a partorire ,trovo che sia stata irrispettosa e menefreghista quella mamma!

  3. Sara Muzic 18 settembre, 2017 at 12:06 Rispondi

    La natura deve fare il suo corso? Ma per favore… basta guardare qualsiasi documentario per vedere che fine fa il cordone… ma ve la immaginate una gazzella con la placenta in schiena finché non secca e cade?

  4. Giulia Masci 18 settembre, 2017 at 12:16 Rispondi

    Ma lo capisce si o no la gente che è materiale organico e può essere un terreno d coltura per batteri d ogni tipo, nonché sede di putrefazione? Persino gli animali recidono il cordone coi denti… Madre Natura non ci ha fatto scemi…

  5. Maria Belmonte 18 settembre, 2017 at 12:19 Rispondi

    Madre natura deve fare il suo corso? E allora xke non ha atteso il parto a casa senza medici, li non c’era bisogno di attendere madre natura, aveva bisogno di medici? Invece di metere in pericolo la vita di un cucciolo indifeso nonché suo figlio tra l’altro… avrebbe potuto corservare le cellule staminali, almeno sarebbero potute servire, invece di rendere un dopo parto cosi pericoloso.. delle volte io penso che qui, stiamo uscendo fuori di senno, leggono due regole giuridiche e pensano di tutelarsi senza riflettere sulle gravi conseguenze…

  6. Pasotto Prisca Nancy 18 settembre, 2017 at 12:26 Rispondi

    Anche gli altri mammiferi…recidono con i denti il cordone ombelicale. ..ho visto tanti gattini nascere e la mamma taglia subito..e mangia la placenta che da sostanza per recuperare..ed eliminare elementi che potrebbero attrarre altri predatori… quindi…questa è natura…questa pratica..mi lascia molto perplessa…

  7. Valentine Lindemann 18 settembre, 2017 at 13:20 Rispondi

    Nel merito non so a che serva questa “lunga” attesa. In ogni caso se una vuol far da sé senza seguire i protocolli non deve andare in ospedale. Hanno delle direttive da seguire anche i medici e forse é meglio fidarci

  8. Giorgia Nason 18 settembre, 2017 at 14:16 Rispondi

    Io non sono assolutamente d’accordo, senza ripetere quanto detto sulle infezioni va aggiunto che lo stesso articolo dice che il bambino era in sofferenza fetale, probabilmente avevano bisogno di portarlo con urgenza in neonatologia e la mamma stava rallentando i medici che cercavano di salvare la vita al figlio.

  9. Angela Russo 18 settembre, 2017 at 17:04 Rispondi

    Cioè tuo figlio è in pericolo d vita e tu pensi non tagliate il cordone vi denuncio??minimo minimo io n t avrei affidato il bambino, inizi proprio bene!!! Cose da pazzi!!! La salute dei bambini prima d tutto…prima delle cosiddetta “moda’

    • Arianna Vignoni 18 settembre, 2017 at 22:38 Rispondi

      E speriamo che si faccia sempre meno visti i rischi cui espone il nascituro e l’assenza di alcun vantaggio! Poi cosa ne sa lei se chi ha commentato sia o meno informato su cos’è la lotus birth? Perché parte dal presupposto che gli altri siano ignoranti e lei sia invece l’unica informata? Si informi lei, piuttosto, e presso qualcuno serio, che capisca di medicina.

  10. Arianna Vignoni 18 settembre, 2017 at 22:42 Rispondi

    Da un post di ‘La medicina in uno scatto’:
    Alla fine degli anni ’70 è stato coniato il termine Lotus Birth per indicare un metodo di parto che prevede di non recidere il cordone ombelicale e nel lasciare il bambino collegato alla placenta dopo il secondamento, fino al distacco spontaneo alcuni giorni dopo la nascita. Secondo questa pratica il bambino riceverebbe il “preziosissimo sangue placentare che è presente alla nascita e che la natura ha previsto per la costituzione del sistema immunitario.”
    MA E’ DAVVERO COSI’?
    Dal momento in cui la placenta si stacca dal punto di inserzione nell’utero, perde la sua funzione; nel momento del distacco (spesso anche prima) cessa la pulsatilità, cioè le contrazioni regolari che rendono possibile lo scorrere del sangue dal bambino verso la placenta e soprattutto dalla placenta verso il bambino.
    Il cordone collassa, la sostanza gelatinosa al suo interno perde liquidi e si essicca fino a mummificare. La placenta rimane ancora ricca di sangue, ma è un sangue non utilizzabile: ecco perché non si ha alcun vantaggio dal Lotus Birth.
    La placenta che rimane attaccata è invece un possibile TERRENO DI CRESCITA DI GERMI e può infettarsi, anche se non ci sono ancora studi scientifici che quantifichino questo rischio infettivo, sia perché il Lotus Birth è una pratica recente, sia per l’esiguo numero di casi in cui viene realizzato, ma soprattutto perché queste scelte alternative spesso rifuggono al confronto scientifico, preferendo affidarsi a emozioni, suggestioni e quindi, in un certo senso, ad atti di fede.
    Il sito ufficiale del Lotus Birth elenca i seguenti vantaggi:
    – miglioramenti considerevoli in armonia fisica e stabilità metabolica,
    – i bambini Lotus Birth non perdono, nelle prime ore dopo la nascita, le energie nel tentativo di stabilizzare il proprio sistema,
    – bambini pienamente sbocciati, che non hanno subito violenza e stress,
    – si potrebbe dire che la Lotus Birth dia ai bambini gli strumenti di una lunga vita.
    I sostenitori del Lotus Birth parlano di dolore del neonato nell’essere separato da una parte di sé: “i bambini che nascono con questa tecnica sono visibilmente sensibili al fatto che il cordone o la placenta vengano toccati: nel cordone dev’esserci quindi ancora una forma percettiva”. Ma per le conoscenze di anatomia che abbiamo anche questo non ha senso: il cordone non è innervato, e quindi non esistono strutture che possano portare eventuali stimoli dolorosi al cervello del neonato.
    Il Lotus Birth è inoltre in antitesi con la raccolta delle cellule staminali che prevede il prelievo del sangue cordonale.
    Al momento non ci sono delle evidenze scientifiche che ne attestino la validità o i benefici a lungo termine e la Royal College of Obstetricians and Gynaecologists (l’ente britannico la cui autorevolezza in materia di ostetricia è riconosciuta in tutto il mondo) sottolinea la pericolosità di questa scelta, raccomandando un’attenta sorveglianza dei neonati sottoposti alla Lotus Birth.

  11. Cristina Modoni 19 settembre, 2017 at 19:24 Rispondi

    Sarebbe meglio donare il sangue del cordone ombelicale come ho fatto io con la prima e come farò per la seconda,invece di seguire mode assurde.Io a gennaio devo partorire e spero di non finire in una camera con una placenta,che schifo!

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