Meno giocattoli e più libertà, ecco cosa serve ai bambini

Meno giocatoli e più libertà...questo serve ai nostri figli secondo l'autorevole voce del pedagogo e fondatore de "La città dei bambini" Francesco Tonucci.

Questi sostiene, infatti, l'importanza imprescindibile per i bambini di fare esperienza, di mettersi alla prova e, perché no, anche di rischiare. Parole semplici e chiare che invitano i genitori a lasciare più libertà ai loro bambini e a regalare meno giochi. Il male di questa società consumista e con ritmi sempre più veloci, è quello di far credere che le cose, gli oggetti (così come i giocattoli) siano importanti, a scapito del contatto e delle relazioni.

Bisognerebbe quindi ridimensionare il concetto di gioco e di relazioni. Il gioco, in passato, aveva la funzione di preparare il bambino alla vita. Si giocava alla guerra, alla maestra, al dottore. Anche nel mondo animale il gioco dei cuccioli è un prepararsi alla vita da adulti, ma cosa può apprendere un bambino che gioca da solo sommerso dai giocattoli?

Tonucci non si schiera contro la tecnologia, infatti asserisce che è importante anche giocare con oggetti di questi tempi, tuttavia, i nostri figli hanno poca libertà. O forse troppa, ma nel momento sbagliato. Dove per libertà non s'intende la possibilità a 12 anni di rientrare all'una di notte il sabato sera, ma di poter fare esperienze di gioco fuori casa e fuori dallo sguardo dei genitori. Il pedagogo, infatti, ritiene che accompagnare i nostri bambini a giocare sia sbagliato. Secondo il suo parere dovremmo lasciarli liberi di andare a scuola da soli e di giocare con i propri coetanei da soli. Certo, tante belle parole, ma qualcuno avrà informato il Tonucci che ai tempi nostri i pericoli sono ben differenti da quelli di un paio di generazioni fa? Fatti di cronaca agghiaccianti, adolescenti uccisi, bambini scomparsi, incidenti per le strade, non sono certo un incentivo per dare più libertà ai nostri figli.

Forse bisognerebbe trovare un equilibrio valido, magari dando ai bambini la possibilità di giocare fuori casa, ma senza perderli davvero di vista, regalando meno giochi, ché solitamente tali regali nascondo diverse valenze, come placare dei sensi di colpa, e passare più tempo con loro.

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