Morire di parto: l'Italia si divide tra allarmisti e non

Siamo in un'era altamente tecnologica. Stiamo eliminando il digital divide. Possiamo comunicare ovunque e con chiunque, fare la spesa online e viaggiare in tutto il mondo. Eppure morire di parto è ancora una tragica realtà. Nell'ultimo periodo il nostro Paese è stato protagonista di alcuni tristi eventi legati proprio a quello che dovrebbe essere l'evento più felice nella vita di una donna: la nascita di un figlio.

Ma cosa sta accadendo realmente? Ci troviamo in una condizione di grave malasanità o i casi registrati in questo periodo fanno parte di una, seppur amara, casistica che rientra nella norma? L'Italia si divide tra allarmisti e sostenitori della buona sanità, ma chi ha ragione? Proviamo a esaminare i dati.

Morire di parto: i dati che mettono in ginocchio l'Italia

Per quanto riguarda i casi, solo quelli più recenti, negli ultimi giorni sembra che le cattive notizie non finiscano mai: il 25 dicembre in provincia di Verona muore una donna di 34 anni, in questo caso però la "scusante" sarebbe una caduta il giorno prima; il 26 dicembre a Torino muore una donna di 39 anni; il 29 dicembre a Bassano del Grappa muore una donna di 35 anni alla 27° settimana di gravidanza. Nello stesso giorno muore a Foggia (questa volta in casa) una ventitreenne al 9° mese di gestazione, la bambina è stata salvata con un cesareo post mortem. A Brescia, muoiono mamma e neonato dopo che la mamma aveva scritto per sms al marito che non si stavano occupando di lei, segue poi la morte del neonato di Modena e infine, proprio il 7 scorso, è morto a Vibo Valentia un feto nella pancia della mamma, ma i medici se ne sono accorti solo il giorno del parto.

Solo tragiche fatalità?

La Lorenzin parla di tragiche fatalità e tutta la sanità, compatta, si schiera con la ministra. I dati, del resto, parlano chiaro: in Italia il tasso di mortalità materna è molto basso -almeno secondo quanto sostiene Serena Donati, responsabile del Sistema di Sorveglianza Mortalità Materna dell'Istituto Superiore di Sanità- siamo a circa 10 morti su 100.000 bambini nati vivi, quindi facendo un rapido calcolo, circa 50 morti all'anno, il che significa che il nostro Paese è perfettamente in linea con la media di Francia e Regno Unito, i paesi più virtuosi, in tal senso, della UE, esclusa l'Olanda dove le morti annue sono solo 6 di media (il fatto che il parto sia molto meno medicalizzato sarà un caso?).

Nessun allarme quindi, tutto sotto controllo, eventi tragici, fatalità, circostanze fortuite. Ma i genitori dei bimbi deceduti e i parenti delle donne morte in sala parto non ci stanno e avviano le denunce. Quasi tutti infatti, hanno segnalato una scarsa assistenza, una superficialità eccessiva.

Ma dove sta la verità allora?

Per ora ci sono solo indagini aperte e indagati, la giustizia farà (o almeno dovrebbe) fare il suo corso. Del resto, dovendo essere obiettivi, se da un lato il parto non è da considerarsi una patologia, quindi non avrebbe -salvo casi particolari- necessità di essere così medicalizzato come lo è nel nostro Paese, dall'altro non è una condizione priva di rischi.

Rischi che, certamente, nel corso degli anni sono notevolmente diminuiti, grazie alle ricerche e alle nuove tecnologie, oltre che al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie. Purtroppo però le complicanze sono sempre dietro l'angolo, e il rischio non può essere azzerato. 

Nonostante questo però dobbiamo aver paura di andare a partorire? In che modo ci si deve porre nei confronti della gravidanza? I fatti recenti purtroppo non possono non influenzare la condizione psicologica delle future mamme, e la domanda ancora non ha risposta: siamo davvero allarmisti, o qualcosa ultimamente non sta funzionando, nella sanità, come dovrebbe? Potrebbe essere colpa dei tagli del Governo?

Domande, dolore, paure, questo è quello che resta di un momento che dovrebbe essere ricordato per la gioa e non per la sofferenza.

31 comments

  1. Eva Bonomi 11 gennaio, 2016 at 18:01 Rispondi

    Ma come “meglio non pensarci”?! Dobbiamo pensarci eccome invece! E’ una vergogna che nel 2016 ci siano ancora donne vittime di parto, ed è una vergogna che il nostro governo chiami queste disgrazie “fatalità”!! Da mamma e donna la cosa mi mette i brividi

    • Paola Suppa 11 gennaio, 2016 at 20:14 Rispondi

      Purtroppo non si può azzerare il rischio di un evento così meraviglioso e insieme complesso. Se si potesse partorire senza rischi e senza dolore non pensate che la scienza lo avrebbe già garantito? Si può ridurre il rischio e gestire il dolore.

    • Eva Bonomi 12 gennaio, 2016 at 15:13 Rispondi

      Paola, sono completamente d’accordo con te. I rischi ci sono e ci saranno sempre, questo però non toglie nulla al fatto il nostro Paese dovrebbe fornire al personale medico tutti gli strumenti possibili per ridurre “le fatalità”. Anche un investimento maggiore nel campo della medicina non sarebbe un gran male. E Vania, scusa ma il tuo commento mi sembra assolutamente fuori luogo

  2. Maria Custodero 11 gennaio, 2016 at 18:12 Rispondi

    Le donne quando ammazzano altre donne sono peggio degli uomini che stuprano. La Lorenzini ha partorito ed è mamma solo fisicamente perché per me non è né una donna né una mamma, altrimenti i parametri sarebbero altri

  3. Caterina Ele De Prisco 11 gennaio, 2016 at 19:17 Rispondi

    Io sono mamma da pochi mesi e ho pianto per questi angeli volati in cielo.. angeli appena nati e angeli appena mamme ma una cosa voglio dire alle donne in dolce attesa nn abbiate paura arrivate consapevoli al parto confrontatevi con altre donne in attesa.. fate il corso pre parto a me è servito tanto per affrontare le paure e credete nei medici che vi stanno assistendo.
    L’informazione ci sta ma nn deve trasformarsi in paranoia… purtroppo si muore per tante cose nella vita e se ci spaventiamo di tutto nn usciremmo nemmeno di casa.
    Lo dice una mamma che ha partorito poco dopo il caso della piccola Nicole..

  4. Paola Suppa 11 gennaio, 2016 at 20:10 Rispondi

    A me questo post sembra un po’ superficiale oltre che inutilmente allarmista. Meno male che ho già partorito, tra l’altro con complicazioni brillantemente gestite in uno degli ospedali in cui è morta una delle donne sopra citate. Ogni parto è un caso a se’. Proprio per questo bisogna affrontarlo nel modo più sereno possibile. Chi ha scritto questo post cerca solo di cavalcare l’onda della paura

  5. Patrycja Alessandro Del Fino 11 gennaio, 2016 at 22:58 Rispondi

    Comunque io quelli dell’OMS li appenderei per le palle sull’albero, perché
    stabiliscono dei limiti
    per i cesarei perché siamo diventati tutti solo dei numeri nelle statistiche……e poi succede che magari si tenta a tutti i costi di fare partorire una donna naturalmente…e poi può bastare un attimo e le cose precipitano….

    • Daniela Gissi 12 gennaio, 2016 at 12:39 Rispondi

      I limiti sono posti proprio perché l’ INTERVENTO CHIRURGICO aumento il rischio di morbilità’/ mortalità !!!
      E basta con questa storia che il Cesareo è più sicuro!! Ma chi ve le racconta Ste barzellette????

  6. Carmen Cuomo 11 gennaio, 2016 at 23:03 Rispondi

    Io ho partorito 15 mesi fa un bellissimo maschietto quando sono entrata in sala operatoria mi sono affidata alla Madonna e ho pregato che tutto andasse bene ma soprattutto ho pregato per il mio bimbo che stesse bene è andato tutto bene da quel giorno Prego sempre la madonna che mi ha donato mio figlio partorire è come saltare nel bui ma appena santi quel pianto vedi subito la luce è un esperienza unica al mondo

    • Carmen Cuomo 12 gennaio, 2016 at 15:00 Rispondi

      Io mi sono affidata alla Madonna perché sono devota ha lei la ringrazio non una volta ma mille volte perché quando ho partorito non c’era il mio ginecologo e quello di turno ha fatto lo stronzo non sto qui ha spiegarti è lungo il fatto insomma mi sono dovuta prendere io la responsabilità del cesareo ho dovuto firnare pur sapendo e portando con me la richiesta scritta dal mio ovulista che non potevo partotire per vie naturali

    • Fiore Rinaldi 12 gennaio, 2016 at 15:05 Rispondi

      Il consenso informato lo avresti dovuto firmare anche col tuo ginecologo. Non sto a sindacare sulla gentilezza, capisco bene conoscendo…ma ti assicuro che quando c’è da ballare, siamo noi a darci dentro per assicurarci che le persone stiano bene.

    • Carmen Cuomo 12 gennaio, 2016 at 22:47 Rispondi

      Indubbiamente ma io per 9 mesi ho sempre saputo di fsre il cesareo poi il primo che incontro non ti dico che modi poco professionali ha avuto ma io quel giorno gli ho rotto i piani perché prima di me dovrva partorire la sua assistita che gli ha fatto il cesareo con epifurale e lei diceva che aveva problemi alla schiena pensa tu ha fatto lepidurale che tu sai benussimo in cosa consiste la io avevo rotto le acque dalle 5 di mattina in breve mi ha mandato giu in oculistica sulla sedi a rotelle per farmi visitare non si fidava del mio ocilista che devo dirti di piu

  7. SoniaAntonio Creati Valentino 11 gennaio, 2016 at 23:14 Rispondi

    Smettetela si puo morire sempre per turto…..state facendo dei drammi su casualità che sono.accadute …..si è sempre partorito e si può morire e brutto ma puo accadere…io ho.partorito 4 mesi.fa in una struttura ospedaliera ed è tutto.normale

  8. Angie Ant 12 gennaio, 2016 at 09:02 Rispondi

    Difficilmente ti puoi fidare , forse solo avere un ginecologo in privato che lavora anche in ospedale , così vai a partorire con lui , a me purtroppo è successo che lui ad agosto è andato in ferie e ho dovuto fare il parto cesareo con un altro medico , che mentre mi faceva il taglio rispondeva al cellulare , e non una volta , ben 3 volte . Per fortuna andata tutto bene . Ditemi ora , ti puoi fidare ritornarci ?

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