"Operazione secchiello stop": educhiamo i bambini al rispetto degli animali marini

Le abbiamo attese per un anno intero e ora che le stiamo vivendo non vogliamo rovinarcele per nulla al mondo. Stiamo naturalmente parlando delle vacanze estive, al mare, con sole e relax in abbondanza. Lasciati a casa i rigidi schemi, siamo disposti a concedere un po' di più anche ai nostri figli: un gelato extra o un regalino non proprio necessario non hanno mai fatto male a nessuno.

E, perché no, lasciamo anche un po' più di spazio alla loro voglia di giocare: noi in riva al mare a farci accarezzare dai dorati raggi solari e loro che, armati di secchiello e paletta, giocano e costruiscono sul bagnasciuga. Molti genitori poi pensano che, pace, se nel secchiello ci finisce un riccio marino, una medusa o un piccolo granchio: sarà un compagno di giochi alternativo che soddisferà la curiosità del bambino.

Niente di più sbagliato: le specie marine non sono giochi o compagni di avventura dei nostri figli, ma creature viventi che si stanno estinguendo e verso le quali i nostri figli devono imparare a nutrire un sentimento di rispetto sin dalla più tenera età. Non è insolito vedere bambini torturare per ore questi piccoli animali marini pensando che sia un gioco innocuo, ma che – invece – si rivela un pericoloso passatempo.

"Operazione secchiello stop" a difesa delle specie marine

Laddove il buon senso dei genitori non basta a imporre il rispetto per questi animali, è arrivata una campagna ad hoc, "Operazione secchiello stop", promossa dalle spiagge della Riviera di Ponente in Liguria e supportata da numerose associazioni ambientaliste nazionali, che mira a sensibilizzare sull'importanza del rispetto degli animali marini, in via di estinzione.

L'obiettivo è quello di insegnare ai figli (ma più spesso ai genitori in primis) che anche queste forme di vita meritano rispetto e che possiamo comunque conoscerle meglio in maniera meno invasiva, ad esempio osservandole nel loro habitat naturale… una piccola lezione di civiltà che vorremmo venisse imparata da tutte le famiglie.

3 comments

  1. Andrea Cristofari 12 agosto, 2016 at 21:31 Rispondi

    una volta tutti noi bambini giocavamo con conchiglie, granchi e stelle marine e ce n’erano sotto ogni pietra: oggi al mare giocano con smartphone o giochi da spiaggia ultratecnologici e non si trova più un granchio neanche a pagarlo oro: non sono i bambini a rovinare il mare: è l’inquinamento o peggio.

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