Partorire in casa, perché?

Quella che era un’immagine tipica dei film d’epoca, cioè il parto in casa, oggi sta ritornando di moda e sono molte le future mamme che si interrogano su questa possibilità: partorire in casa o all’ospedale?

Partorire in casa è possibile: tutto dipende dalle condizioni della mamma e del bambino, ed anche in Italia esistono delle associazioni che assistono con professionalità e competenza la donna durante un parto casalingo.

Le condizioni di salute sono, ovviamente, il primo parametro da valutare, così come la distanza dell’abitazione dall’ospedale (non più di 30 minuti), per vedere se sussistono le possibilità di partorire nel proprio nido domestico.

Perché sono in molte a preferire di partorire in casa?

I protocolli ospedalieri di oggi tendono alla massima medicalizzazione di ogni ricovero, anche quello di un parto che si presenti fisiologico e senza problemi.

Ai prelievi, controlli e monitoraggi sono dedicati i delicati giorni e momenti che precedono e seguono il lieto evento, con il solito andirivieni di personale medico e infermieristico.

Scegliere di partorire in casa è oggi, invece, l’alternativa migliore a questa routine da catena di montaggio.

L’assistenza ostetrica professionale che si può ricevere nelle mura domestiche è di ottimo livello e, in casa, la futura mamma vive il momento più importante della vita in maniera esclusiva ed intensa.

L’intimità degli ambienti, così come la maggior libertà durante il travaglio, sono i motivi che spingono molte donne a rigettare il parto medicalizzato in favore di quello nella propria abitazione.

Partorire in casa, infine, potrebbe non essere più il privilegio di poche e fortunate mamme: un importante segnale da parte delle Istituzioni viene dalla regione Lazio che, pionieristicamente, concede il rimborso delle spese sostenute.

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