Pesce spada: quali motivi per non mangiarlo più

Il pesce spada è uno di quei cibi che – complice il nome e la sua forma originale – viene particolarmente apprezzato anche a livello istintivo dai bambini.

Non bastasse ciò, ci sono le sue carni tenere e povere di lische a renderlo ancora più simpatico a mamme e figli.

Purtroppo, a fronte di tutti questi ottimi pregi, si profila una serie di difetti che lo rendono non proprio l’ideale sia dal punto di vista ambientale che alimentare.

Il pesce spada è in via d’estinzione: continuare a consumare le sue pregiate carni rappresenta una seria minaccia alla sopravvivenza della specie, ma non solo. Il metodo con cui viene pescato è altamente incompatibile con l’ecosistema: si tratta delle reti derivanti, cioè delle reti che raccolgono ogni forma di vita, senza alcuna distinzione, eliminando completamente tutte le tracce viventi dove passa.

Oltre che all’ambiente, mangiare pesce spada potrebbe far molto male anche alla nostra salute: è infatti una specie di pesce definita bioaccumulatore, cioè che assimila nei propri tessuti le sostanze chimiche disperse nel suo habitat e che, quindi, finiamo per ingerire anche noi. Dal mercurio al piombo e all’arsenico, ingerire tali elementi potrebbe risultare molto dannoso per la salute nostra e dei nostri piccoli, per non parlare di quello dei nascituri per i quali sarebbe in pericolo il corretto sviluppo cerebrale e il valore del quoziente intellettivo.

I rischi per la salute, afferma l’EFSA, potrebbero profilarsi qualora si superino le quantità consigliate dall’Autorità stessa (motivo per cui caldeggia un moderato consumo alle fasce di popolazione a rischio, come donne in età fertile e bambini).

Nel dubbio, non rimane che chiedersi se assumere questa specie di pesce – considerato anche il suo impatto ambientale – non abbia delle valide alternative alimentari fra cui scegliere.

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