Vagoni per sole donne: perché non poter scegliere?

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I ritardi e la sporcizia che dominano sui vagoni dei treni negli ultimi tempi hanno fatto perdere buona parte del fascino di un viaggio su rotaie, fascino che – complici le ultime notizie di cronaca sulla violenza perpetrata ai danni delle donne – è inesorabilmente crollato.

In tutta Italia vengono regolarmente registrate aggressioni alle donne a bordo dei treni e le cose non vanno meglio in Germania dove una compagnia ferroviaria, la Mitteldeutsche Regiobahn, ha appena deciso di istituire dei vagoni dedicati al solo gentil sesso, posto nelle vicinanze degli uffici dei controllori e degli operatori di servizio.

La notizia non è passata inosservata, sollevando un vespaio di polemiche fra chi inquadra questa manovra come una misura a protezione delle donne e chi, invece, la vede come una discriminazione.

Vagoni per sole donne: perché non poter scegliere?

E se invece di etichettare in maniera netta la proposta la guardassimo sotto una prospettiva diversa, magari come un'opportunità in più garantita a noi donne nel momento in cui ci trovassimo a viaggiare su tratte lunghe e da sole, per giunta in orari un po' strani? Non saremmo forse più sicure sapendo di poter scegliere un vagone che sia vicino a quello del personale ferroviario, a cui rivolgerci in caso di necessità?

Se scegliere o no di accomodarci in questo vagone rimane una facoltà e non un obbligo, non credo che possiamo parlare di discriminazione, ma di una misura di protezione che viene garantita a chi preferisce questa soluzione.

Rimane sul tavolo della discussione se questa sia la migliore soluzione o meno, così come che non basta mettere un vagone “rosa” sul treno per risolvere il mare magnum della (in)sicurezza delle donne nelle città oggi giorno. Ma, di certo, è un primo passo per arginare (senza naturalmente la presunzione di voler risolvere) la questione sempre più urgente della violenza a carico delle donne, negli ultimi tempi divenuta drammatica.

32 comments

  1. Antonella Catania 24 aprile, 2016 at 17:51 Rispondi

    Ottimo, un primo passo verso la ghettizzazione della donna… Ricostituiamo anche i posti in fondo dei bus per i neri e le stelle di david fuori dai negozi?! lo stato ha il dovere di proteggere i cittadini indipendentemente dal sesso e deve fare un lavoro a monte, non dividere gli uomini dalle donne per evitare che il peggio possa accadere, perché paradossalmente sarebbe come impedire ad una persona di correre perché potrebbe cadere e farsi male. Se limitare la libertà di azione è la soluzione, andiamo proprio bene…😒

  2. Silvia Prosperi 24 aprile, 2016 at 20:32 Rispondi

    Non so se può essere giusto o meno, ma sta di fatto che qui nel nostro paese non vengono applicate leggi SEVERE per chi commette reati. E parlo dai furti, alle rapine per poi arrivare a ciò che è più grave come violenza stupri ecc.. Se si applicassero le leggi, e perché no se è necessario anche pene corporali, sarebbe molto meglio allora sì che possiamo parlare di tutela vera e propria.

  3. Gemma Glorioso 24 aprile, 2016 at 22:26 Rispondi

    Vi racconto una cosa.
    In Libano (paese ignoto a molti, confuso da tanti con la Libia, immaginato da tutti come un luogo senza civiltà e distrutto dalle bombe) esiste da almeno 10anni un servizio chiamato “taxi banet”, che vuol dire “taxi delle ragazze”.
    Macchine rosa guidate da ragazze che prendono e accompagnano solo ragazze agli stessi prezzi di tutti gli altri servizi taxi.
    Dubito che simili forme di civiltà prendano piede in un paese dove in molti ospedali non hanno nemmeno la decenza di insegnare alle neomamme come si allatta :)

  4. Nives Ninì 25 aprile, 2016 at 08:14 Rispondi

    Dopo che un maniaco ha cominciato a masturbarsi in treno a un metro da me ed ero da sola in tutto il vagone direi proprio di si..è una buona proposta per le donne che viaggiano di notte e non accompagnate.

  5. Mara Ravasi 25 aprile, 2016 at 08:44 Rispondi

    I vagoni riservati alle donne non servono a ghettizzarle, piuttosto a tutelarle. Se usati come in Giappone, questi vagoni sono riservati solo nelle ore di punta, evitando alle donne l’imbarazzo di stare ammassate tra una folla indistinta di uomini e donne (più numerosi i primi). Non ci vedo niente di retrogrado, anzi…

  6. Imelda Carpené 25 aprile, 2016 at 12:21 Rispondi

    Non sono daccordo,la donna deve sentirsi libera ovunque,le giuste leggi che mancano,punizioni molto piu’ severe se la donna viene ,molestata violentata e sopratutto uccisa…siamo nel 2016 e la donna in ITALIA viene ancora emarginata,e’ tutta colpa del MASCHILISMO che ce’ in italia,ogni giorno muore una donna…..non guardiamo i paesi MULSUMANI e ci meravigliamo,dobbiamo fare ancora tanto x l’Italia.

  7. Rossana Natalicchio 25 aprile, 2016 at 15:48 Rispondi

    La Germania è sempre avanti su tutto! Non la trovo una ghettizzazione, piuttosto un’ottima idea per tutelare le donne. Ho viaggiato in treno per 20 anni e ne ho viste di ogni…soprattutto in orari non di punta!

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