Abito da sposa troppo caro? il Monastero di Santa Cascia lo offre gratis

Il matrimonio, si sa, è la cerimonia più importante di una coppia.

Per un giorno così speciale, inutile dirlo, i preparativi sono lunghi, impegnativi ed anche costosi.

In tempo di crisi e di precariato, risparmiare è divenuto l’imperativo e si cerca di limare su qualsiasi cosa, pur di accantonare qualche euro.

In auge il low cost per bomboniere, addobbi e ricevimento, non poteva esimersi anche il tradizionale e tanto sognato abito da sposa. Per chi volesse coronare il proprio sogno d’amore senza spendere capitali per un abito da indossare per qualche ora, oltre ai circuiti dell’usato e alle linee di wedding dress davvero a buon mercato dei più grandi e popolari marchi d’abbigliamento, le suore di clausura del Monastero di Santa Rita a Cascia aprono le porte di un ricco atelier di abiti.

Decine e decine, infatti, erano i capi donati ex voto dalle spose al Monastero che, nel tempo, si sono accumulati e hanno spinto il Monastero a organizzare un vero e proprio atelier dove i modelli esposti possono essere presi da una futura sposa che, solo se può permetterselo, lascia un’offerta.

Suor Laura, un passato da sarta, accorcia e aggiusta i vestiti secondo le misure della ragazza, offrendo un perfetto servizio di sartoria.

L’iniziativa – soprattutto in un periodo di crisi come quello attuale – non poteva che riscuotere un grande successo, essendo arrivate richieste persino da oltre oceano; l’abito – una volta conclusa la cerimonia – viene quasi sempre restituito al Monastero, per rendere felice un’altra coppia. Il fine, infatti, è aiutare gli sposi che – per motivi economici – non riuscirebbero a permettersi un abito da sposa, a prescindere dal rito scelto per sugellare il proprio amore.

Se siamo o conosciamo delle future spose uno spunto da non sottovalutare: qualità e ottimo servizio sono garantiti, senza tralasciare l’aspetto economico.

Valentina Oberti
Valentina Oberti

Laureata in Giurisprudenza, nutro uno spiccato interesse verso il mondo che ci circonda. Non ricordo cosa mi ha fatto sollevare il velo di Maya (la maternità, la maturità o il caso?) e scoprire l’importanza del mondo bio: ne è nata una passione, che da allora non si è più sopita e si è tradotta in attenzione alla qualità, provenienza e genuinità di tutto quanto passa sulla mia strada. Mamma, idealista ed ecologista, queste forse le tre parole che meglio mi descrivono.

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