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04/09/2026
La Norvegia ha vietato l’uso dell’intelligenza artificiale generativa nelle scuole primarie. A New York, invece, il sindaco Zohran Mamdani e il sovrintendente Kamar Samuels hanno annunciato una moratoria di un anno per gli strumenti destinati agli studenti più giovani. Due scelte diverse che riportano al centro le regole sull’uso dei chatbot in classe.
In Norvegia il divieto riguarda le prime sette classi
Il divieto norvegese, deciso a giugno ed entrato in vigore alla fine di agosto, interessa le classi dalla prima alla settima. L’uso dell’intelligenza artificiale resta consentito sotto supervisione fino ai 16 anni.
Il primo ministro Jonas Gahr Støre ha collegato la misura al rischio che questi strumenti permettano di saltare passaggi fondamentali nell’apprendimento della lettura, della scrittura e della matematica di base.
New York annuncia limiti per chatbot e software didattici
La moratoria annunciata a New York riguarda gli studenti dalla 2-K all’ottavo grado: quasi 600 mila alunni delle scuole pubbliche cittadine. Nell’ambito del piano, la città prevede di disattivare le funzioni di IA presenti in oltre 38 programmi didattici già approvati che non rispettano i nuovi standard di sicurezza e di vietare i chatbot di supporto in tutte le classi.
Gli insegnanti potranno continuare a usare l’IA per preparare le lezioni, ma non per correggere i compiti o gestire situazioni di crisi. Alle scuole superiori è prevista un’esenzione limitata: fino a 50 mila studenti potranno partecipare a progetti pilota controllati, con un massimo di cinque classi per istituto. Per gli altri sono previste due lezioni di alfabetizzazione all’IA all’anno.
Le regole europee e il caso italiano
Nell’Unione europea non manca una normativa sull’IA, ma non esiste una disciplina diretta dei chatbot usati dagli studenti per scrivere i compiti. L’AI Act considera ad alto rischio i sistemi impiegati dalle istituzioni scolastiche per ammissioni, monitoraggio degli esami e valutazione dei risultati. Gli obblighi relativi a questa categoria sono stati rinviati a dicembre 2027.
L’articolo 4 dell’AI Act impone già alle aziende che impiegano sistemi di IA di garantire un’adeguata alfabetizzazione all’IA. In Italia, la legge 132/2025 richiede invece il consenso dei genitori per l’uso dell’IA da parte dei minori di 14 anni: non è una norma rivolta specificamente alla scuola.
Negli Stati Uniti almeno 37 Stati hanno pubblicato linee guida sull’IA per le scuole, senza una definizione condivisa di alfabetizzazione all’IA. Michael Mulgrew, presidente della United Federation of Teachers, ha accolto positivamente i limiti al tempo davanti agli schermi, chiedendo però chiarimenti sulle tutele dei software acquistati. Josh Golin di Fairplay ritiene invece troppo breve una revisione di un anno. Per famiglie e scuole resta il nodo pratico: definire quali strumenti possano essere usati, a quale età e con quali controlli.




