Scuola e caldo, posticipate alcune riaperture

Il caldo riapre il confronto sull’inizio della scuola: richiesta di rinvio nel Frusinate, chiusura fino al 21 settembre a Rosolini e ipotesi del 1° ottobre a Dinami.

04/09/2026

Il caldo intenso riporta al centro il tema dell’avvio dell’anno scolastico, soprattutto negli edifici privi di adeguati sistemi di raffrescamento. In alcuni territori amministrazioni locali e sindacati chiedono di posticipare il rientro: nel Frusinate quattro Comuni hanno avanzato una richiesta per metà settembre, mentre a Rosolini le scuole resteranno chiuse fino al 21 settembre. A Dinami, in Calabria, il sindaco ha invece ipotizzato l’inizio delle lezioni il 1° ottobre.

La richiesta nel Frusinate e la chiusura a Rosolini

I sindaci di Aquino, Castrocielo, Colle San Magno e Roccasecca hanno chiesto di spostare l’apertura delle scuole a metà settembre. Al centro della proposta ci sono le temperature elevate nelle aule, spesso senza impianti adatti a raffrescare gli ambienti durante le ore di lezione.

A Rosolini è stata disposta la chiusura delle scuole fino al 21 settembre. Il caso calabrese di Dinami resta invece un’ipotesi: il sindaco ha proposto di far partire l’anno scolastico il 1° ottobre, una data più lontana rispetto al calendario ordinario.

I 200 giorni di lezione e il confronto sul calendario

Anief sostiene la possibilità di ridurre i 200 giorni di lezione previsti per legge, richiamando la tutela della salute di studenti e personale. Le associazioni dei dirigenti scolastici esprimono invece contrarietà al rinvio: secondo loro, i giorni non svolti dovrebbero essere recuperati durante altre festività.

Le stesse associazioni osservano inoltre che le alte temperature tendono ormai a protrarsi da aprile fino all’autunno inoltrato. Per questa ragione, il solo spostamento della prima campanella non risolverebbe in modo stabile il problema delle condizioni climatiche nelle classi.

Climatizzazione nelle scuole e lavori necessari

Secondo i dati diffusi dalla Società Italiana di Medicina Ambientale, soltanto l’11% degli istituti dispone di impianti di climatizzazione. In molte strutture gli apparecchi sono presenti negli uffici di presidenza o in segreteria, ma non nelle aule frequentate dagli alunni.

Il Ministero dell’Istruzione ha stanziato 20 milioni di euro per il raffrescamento. I dirigenti scolastici giudicano però la cifra insufficiente rispetto al fabbisogno nazionale. Installare condizionatori può richiedere l’adeguamento degli impianti elettrici e della loro potenza, oltre a lavori su isolamento termico e infissi.

Nel frattempo, in alcuni contesti i dirigenti hanno autorizzato deroghe alla divisa, consentendo ai bambini della primaria di frequentare con magliette a maniche corte. In presenza di condizioni climatiche estreme, i dirigenti scolastici possono inoltre disporre sospensioni temporanee delle lezioni nelle aree più critiche.

Per le famiglie, il quadro resta diverso da Comune a Comune: a Rosolini la chiusura fino al 21 settembre è stata stabilita, nel Frusinate è stata avanzata una richiesta di rinvio e a Dinami l’avvio al 1° ottobre rimane una proposta del sindaco.

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