Foto di Shovan Datta su Pexels
03/09/2026
Una famiglia di Napoli ha presentato una denuncia ai carabinieri per presunti maltrattamenti avvenuti in ambito scolastico. La segnalazione riguarda il figlio della coppia e nasce dai segni notati al rientro da scuola, dalle magliette strappate e dai cambiamenti nel comportamento raccontati dalla madre.
Con la denuncia, la famiglia ha consegnato anche file audio e documentazione del Pronto Soccorso. Al momento le responsabilità individuali e la dinamica dei fatti non sono accertate.
I segnali osservati dalla famiglia
Nel racconto della madre, i primi campanelli d’allarme sono comparsi dall’inizio dell’anno scolastico. Il bambino sarebbe tornato a casa con segni sul corpo e indumenti strappati. I genitori hanno inoltre riferito di avere osservato sbalzi d’umore e crisi d’ansia dopo le ore trascorse a scuola.
Prima di rivolgersi ai carabinieri, la famiglia ha chiesto chiarimenti a scuola. Secondo quanto riferito dalla madre, le era stato detto che quei segni potevano dipendere da comportamenti autolesivi. Una spiegazione che la donna non ha ritenuto convincente e che l’ha spinta a cercare di capire cosa accadesse durante la giornata scolastica.
Il registratore nascosto negli abiti
La madre ha quindi nascosto un piccolo registratore negli abiti del figlio. La famiglia riferisce che, ascoltando i file raccolti, avrebbe sentito un operatore ASACOM rivolgersi al bambino con toni aggressivi e minacce in dialetto.
Nelle registrazioni, sempre secondo quanto indicato nella denuncia, ci sarebbero anche rumori che la famiglia collega a possibili percosse. L’ASACOM è una figura di supporto al sostegno e il suo ruolo rientra tra gli elementi indicati nella segnalazione presentata ai carabinieri.
Audio e documentazione consegnati ai carabinieri
La famiglia ha allegato alla denuncia le registrazioni e la documentazione sanitaria raccolta dopo gli accessi al Pronto Soccorso. La madre ha chiesto chiarezza su quanto il figlio avrebbe vissuto a scuola e ha espresso la propria preoccupazione per le conseguenze che questa esperienza potrebbe lasciare nel suo rapporto con l’ambiente scolastico.
Nel rendere nota la vicenda, l’avvocato della famiglia Francesco Petruzzi e l’europarlamentare di Avs Francesco Emilio Borrelli hanno riferito che i genitori si erano rivolti inizialmente al personale scolastico. La madre ha detto di ritenere necessario chiarire quanto accaduto.
La segnalazione consegnata ai carabinieri comprende quindi i cambiamenti osservati dalla famiglia, i file audio raccolti e la documentazione sanitaria. Resta ferma la natura di presunte violenze della vicenda riportata nella denuncia, senza responsabilità individuali accertate.




