Allattamento esclusivo nei primi mesi di vita: solo il 44% dei neonati lo riceve

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In occasione delle settimana mondiale dell'allattamento, l'UNICEF e l'OMS ribadiscono quanto sia importante per i neonati che le madri pratichino l'allattamento esclusivo, soprattutto nei primi sei mesi di vita.

Purtroppo, secondo un rapporto redatto dalle organizzazioni, solo il 44% dei neonati può godere dell'allattamento esclusivo, con la probabilità che questa percentuale sia destinata a diminuire nel corso dei prossimi anni.
Per cercare di arginare il problema OMS e UNICEF stanno promuovendo diverse iniziative, oltre a chiedere l'aiuto diretto dei governi di tutti i paesi.

Allattamento esclusivo: tutti i vantaggi di questa pratica

L'allattamento esclusivo è una pratica molto importante per la salute dei neonati: il latte materno, infatti, conferisce il primo importante stimolo al sistema immunitario del neonato e, allo stesso tempo, funge da veicolo per la trasmissione degli anticorpi materni contro diversi agenti patogeni.

Non si tratta, quindi solo di un momento per rafforzare il legame madre-figlio, ma di un vero e proprio aiuto per la sopravvivenza di molti bambini, soprattutto nelle aree del pianeta dove malattie e condizioni igienico sanitarie molto scarse rendono già precaria la qualità della vita dei neonati.

Il video della settimana

Allattamento esclusivo: le difficoltà e gli aiuti

Non sempre è facile per le madri allattare i propri figli: spesso le condizioni di vita, le situazioni belliche e politiche dei paesi e la povertà rendono impossibile dedicare il tempo all'allattamento.

Proprio per questo l'OMS e l'UNICEF stanno cercando di assistere le madri e fornire loro tutto il supporto possibile affinché le stesse possano dedicarsi a questa attività; in Italia, ad esempio, dal 2021 sono nati gli Ospedali Amici, dove personale sanitario qualificato offrono alle madri tutto il loro sostegno.

Numerosi sono inoltre gli inviti ai governi, affinché venga sostenuto l'allattamento attraverso l'attuazione di politiche di sostegno attive, oltre a un investimento sulla formazione del personale sanitario e una campagna informativa che renda edotta la popolazione circa i vantaggi di questa pratica.

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