Caldo a scuola, Valditara annuncia 20 milioni per il raffrescamento: il calendario resta alle Regioni

Il Ministero annuncia 20 milioni per apparecchi e dispositivi di raffrescamento. Le Regioni possono modificare il calendario, garantendo almeno 200 giorni di lezione.

03/09/2026

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato un contributo di 20 milioni di euro per le istituzioni scolastiche, destinato all’acquisto di apparecchi e dispositivi per il raffrescamento. L’obiettivo indicato dal ministro è migliorare le condizioni e il comfort di studenti e personale scolastico durante le giornate più calde.

Il tema si intreccia con le richieste avanzate nelle ultime settimane da rappresentanti sindacali e da singole docenti e genitori: nelle aule affollate, soprattutto negli edifici più datati, molte ore consecutive possono diventare difficili quando le temperature sono elevate e la ventilazione non è sufficiente.

FLC CGIL e UIL Scuola: sicurezza e interventi stabili

Gianna Fracassi, segretaria generale della FLC CGIL, ha richiamato il rispetto delle condizioni di salute e sicurezza previste dal decreto legislativo 81/2008. Se le temperature in classe sono troppo alte e tali condizioni non sono garantite, ha sostenuto, le lezioni non dovrebbero iniziare. Il riferimento riguarda in particolare le situazioni in cui studenti e personale trascorrono cinque o sei ore in locali con 20 o 30 persone.

Per Giuseppe D’Aprile, segretario generale della UIL Scuola, posticipare di qualche giorno l’avvio delle lezioni e recuperare poi le giornate può essere una soluzione temporanea, ma non risolve un problema che il sindacato considera strutturale. D’Aprile ha collegato il tema all’estensione dei periodi di caldo intenso nei mesi di apertura delle scuole, con conseguenze sul benessere, sulla concentrazione degli alunni e sulle condizioni di lavoro del personale.

La UIL Scuola richiama inoltre il dato secondo cui circa sei edifici scolastici su dieci risalgono a prima del 1975. Il sindacato chiede interventi strutturali, dalla climatizzazione e ventilazione delle aule all’isolamento termico e alle schermature solari.

Le richieste arrivate da Campania e Palermo

In Campania, una docente di scuola superiore ha promosso una petizione per chiedere il posticipo del rientro oppure interventi di climatizzazione nelle aule. La richiesta è accompagnata dall’invito alle autorità a valutare provvedimenti nelle situazioni segnate da condizioni termoigrometriche difficili.

Una madre di Palermo ha espresso una preoccupazione analoga, chiedendo che la scuola resti un luogo in cui imparare senza affrontare temperature difficili da sostenere.

Fondi agli enti locali e limite dei 200 giorni

Secondo quanto spiegato da Valditara, le risorse saranno assegnate sulla base delle richieste degli enti locali, chiamati a individuare le situazioni e le modalità di utilizzo dei contributi. Comuni, Province e Città metropolitane intervengono infatti sugli edifici scolastici nell’ambito delle rispettive competenze.

Il ministro ha presentato il finanziamento per il raffrescamento come un primo passo: il Ministero sta lavorando a un piano più ampio di efficientamento energetico, con interventi infrastrutturali pensati per il lungo periodo.

Sul calendario scolastico, le Regioni possono intervenire sulle date di apertura e chiusura e sulla distribuzione delle pause. Resta però un vincolo preciso: ogni modifica deve garantire almeno 200 giorni di lezione. Per le famiglie e le scuole, quindi, il passaggio concreto sarà seguire le richieste presentate dagli enti locali per i fondi e le eventuali decisioni regionali sul calendario.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *