I chiodini, giochi d’altri tempi che non stancano mai

Tablet e smartphone, tecnologia 3D e innovazioni tecnologiche all’ultimo grido sono all’ordine del giorno e sembra quasi incredibile che, nonostante tutti questi stimoli, i nostri bambini possano trovare dell‘attrazione per giochi classici e tradizionali, d’altri tempi, come ad esempio i chiodini. Eppure, dati commerciali alla mano, i mitici chiodini (quei piccoli pezzettini di plastica che se, messi insieme, danno vita a immagini) hanno avuto un furore di vendite degli ultimi anni.

I chiodini: quell’evergreen che non smette (ancora) di divertire

I chiodini (noti anche come funghetti) hanno venduto più di un milione di pezzi lo scorso anno e le prospettive sono più che rosee anche per il futuro. Nonostante la loro semplicità, questi semplici pezzi di plastica riescono ancora a colpire il cuore dei bambini e dare spazio alla loro creatività.

Forse, bombardati da tutto questa tecnologia, i nostri figli hanno bisogno di tornare a giocare “fisicamente”, mettendo in campo fantasia, creatività e altri elementi che la modernità sembra aver mandato in soffitta.

Grandi e piccini: e chiodini-mania!

Non dobbiamo, comunque, sottovalutare nemmeno l’effetto nostalgia sui genitori: molti acquisti per l’infanzia sono dettati dall’influenza che un ricordo riesce a esercitare sui genitori. Molti dei genitori di oggi hanno passato pomeriggi interi a giocare con i chiodini e, quindi, associano a questo giocattolo un qualcosa di positivo. In questo senso, si sentono più propensi ad acquistare il medesimo giocattolo per i loro figli, spinti da un misto di nostalgia e amarcord.

Ad ogni modo, i chiodini (o funghetti) sono sicuramente un giocattolo stimolante e pieno di spunti per lo sviluppo intellettivo e creativo dei nostri bambini: un dono che possiamo mettere in cima alla lista dei regali, per insegnare loro a divertirsi anche con poco, a socializzare giocando, a spronare la loro fantasia e, soprattutto, anche lasciando per qualche ora nel cassetto i soliti aggeggi tecnologici…

Valentina Oberti
Valentina Oberti

Laureata in Giurisprudenza, nutro uno spiccato interesse verso il mondo che ci circonda. Non ricordo cosa mi ha fatto sollevare il velo di Maya (la maternità, la maturità o il caso?) e scoprire l’importanza del mondo bio: ne è nata una passione, che da allora non si è più sopita e si è tradotta in attenzione alla qualità, provenienza e genuinità di tutto quanto passa sulla mia strada. Mamma, idealista ed ecologista, queste forse le tre parole che meglio mi descrivono.

4 commenti

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  1. …e poi ci fai le pappe, li spargi per casa, è bello spingerli fuori col ditino da dietro… E’ appuntamento fisso ogni mattina con la mia piccola.