Comportamento choc della maestra: insulti e botte all'asilo di Fabriano

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L'ennesimo caso di maltrattamenti sui bambini è stato scoperto alla scuola dell'infanzia "Anna Malfaiera" a Fabriano. Protagonista di questa torbida vicenda è una maestra di 50 anni, che sfogava la sua rabbia su una ventina di bambini tra i 3 ed i 5 anni, insultandoli ripetutamente con botte e schiaffi.

Il comportamento strano dei bimbi

Tutto è nato quando una mamma ha sporto denuncia per il comportamento strano di suo figlio, il quale era soggetto ad insoliti attacchi di rabbia ed improvvisi risvegli notturni.

In modo particolare la donna ha notato che il piccolo ripeteva al suo peluche gli stessi insulti e rimproveri che evidentemente gli erano mossi dalla sua insegnante.

Gli insulti ripetuti

Dopo la denuncia della donna, i poliziotti hanno installato delle telecamere all'interno dell'aula, che hanno ripreso i comportamenti deplorevoli dell'insegnate, che rivolgeva ai bambini epiteti come "perdente", "disgraziato", "imbecille" e tante altre parolacce.

L'insegnante inoltre ricattava i bambini, minacciandoli di pesanti ritorsioni se avessero raccontato le violenze ai genitori. La donna è stata denunciata per maltrattamenti fisici e psicologici su bambini.

13 comments

  1. Gafencu Mario Ioana 25 ottobre, 2016 at 19:13 Rispondi

    Ecco..un altro caso ancora….ci vuole sorveglianza obbligatoria…e in tutti gli asili nido anche ai privati!!!…e anche subito direi…ma perche far subire questo a un bambino??…i nidi dovrebbero essere un aiuto per le famiglie, un luogo di apprendimento tranquillo..e non un incubo…😠😠…per via di qualche stronza come questa i genitori pensano piu di 10 volte prima di mandare al nido il proprio pargolo…perche si ha paura di gente di merda come lei…

  2. Conchita Marzà 26 ottobre, 2016 at 07:27 Rispondi

    Ma quante ce ne sono PAZZE in giro? Io non so cosa sarei capace di fare a una di queste….si devono rendere obbligatorie le telecamere negli asili, riaprire i manicomi e chiuderci dentro i malati come questi.

  3. Annalisa Zanzarelli 26 ottobre, 2016 at 11:13 Rispondi

    Più che le telecamere bisognerebbe avere la certezza della pena. Pene dure e severe,altro che sospensione dal servizio. Che significa,che poi potrebbe ritornare al suo posto? Ma scherziamo? Ecco perché poi ci si fa giustizia da soli. Capitasse ai miei figli,questi esseri luridi non sarebbero sicuri in nessun posto sulla faccia della terra.

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