Cucù! Lo spassoso mondo dei bambini che giocano a nascondino

Quello dell’infanzia è un mondo magico, si sa. Ma, a volte, i bambini sanno davvero stupire in maniera così semplice e naturale, da lasciare gli adulti a bocca aperta.

Avete mai provato a giocare a nascondino con bambini di 2,3,4 anni?

Ebbene, i bimbi di quell’età credono che, per diventare invisibili, basta nascondere la faccia o chiudere gli occhi. Ecco perché, per loro, poco importa che gambe o braccia si vedano. È chiaro che giocare a nascondino in questo modo, oltre che improbabile, risulta estremamente buffo e divertente! Date un’occhiata a questa bellissima raccolta di foto, che mostrano bambini nascosti...almeno a modo loro.

Questa meravigliosa distorsione del pensiero logico, propria dell’infanzia, è stata oggetto di uno studio approfondito da parte degli inglesi Nicola McGuigan e Martin Doherty, apparso sul British Journal of Developmental Psychology. In seguito a due esperimenti condotti con bambini del target di riferimento, gli studiosi hanno spiegato che i bambini pensano all’atto del “vedere”, nel caso di persone, pupazzi o animali, come a un mutual engagement (reciproco aggancio) tra lo sguardo degli individui. Quando l’aggancio è assente, per esempio chiudendo gli occhi, per loro la persona non è più visibile.

Ecco, nel dettaglio, i due esperimenti:

- Nel primo test, sono stati presi un pupazzo e un orsacchiotto, posti uno di fronte all’altro. Di volta in volta, al pupazzo venivano nascoste alcune parti dietro a uno schermo. I bambini presenti dovevano dire se, secondo loro, l’orsacchiotto riusciva a vedere il pupazzo. Quando il pupazzo era completamente nascosto, o al contrario, completamente visibile agli occhi dell’orso, i bambini, nell’86% dei casi, davano la risposta esatta. Ma quando al pupazzo veniva nascosta solo la testa, con gambe ben in vista, i bambini (quasi nel 50% dei casi) dicevano, sbagliando, che l’orsacchiotto non poteva vederlo.

- Nel secondo test è stato ripetuto il procedimento, ma usando oggetti inanimati. In questo caso le risposte sono state diverse! I bambini, infatti, erano consapevoli che se di un oggetto resta visibile anche solo un pezzetto, l’osservatore lo può vedere. Questo perché, nel caso di cose inanimate, non scatta nei bambini il mutual engagement. Nel caso di persone o giochi con elementi umani e antropomorfi, la mente dei più piccini interpreta il “vedere” in maniera distorta e la percezione della realtà viene fraintesa.

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