Dolci di Carnevale: prepariamo le chiacchiere

Croccanti e friabili, cosparse di impalpabile zucchero a velo: non è davvero Carnevale senza le chiacchiere.

Seppur con nomi diversi (ad esempio, “bugie” in Piemonte, “frappe” in Emilia), questo dolce appartiene alla tradizione culinaria di molte regioni italiane e mette subito allegria, con la sua forma allungata che richiama quella delle stelle filanti, o romboidale, simile ai ritagli colorati del vestito di Arlecchino.

Se volete far assaggiare le chiacchiere ai vostri bambini, ricordate che nell’impasto è presente del vino o del liquore, anche se le quantità sono davvero minime.

E ora mettiamoci all’opera.

Ecco gli ingredienti di cui abbiamo bisogno:

–   450 gr di farina

–   50 gr di burro

–   60 gr di zucchero semolato

–   2 uova

–   1 bustina di vanillina

–   1 pizzico di sale

–   1-2 cucchiai di vino bianco (in alternativa, potete usare il liquore che preferite)

–   scorza di limone grattugiata

–   zucchero a velo per guarnire

–   olio di semi per friggere

Preparazione

Setacciate la farina e disponetela a fontana, aggiungendo al centro gli altri ingredienti: burro (che sia ammorbidito), zucchero semolato, uova, vanillina, un pizzico di sale, scorza di limone e vino bianco. Impastate il tutto fino a ottenere un impasto compatto ed elastico, che lascerete riposare per circa 30 minuti. Stendete poi la sfoglia in maniera che sia abbastanza sottile e tagliatela: potete usare una rondella dentata oppure, se non l’avete, con un semplice coltello ricavate dei rombi, dei triangoli o delle strisce allungate.

Non resta ora che friggere le nostre chiacchiere: attenzione, l’olio dev’essere caldo ma non bollente, altrimenti la pasta si brucerà senza dorarsi uniformemente. Una volta cotte, adagiate le chiacchiere su carta assorbente per togliere l’eccesso di olio, lasciatele raffreddare e cospargetele di zucchero a velo.

Buon Carnevale!

Francesca Maruccia
Francesca Maruccia

Una laurea in Lettere moderne, un master in editoria, tanti libri sul comodino e il pc (o un foglio) sempre pronto per scrivere. Da qualche tempo mi sono avvicinata alla filosofia green, ora leggo le etichette al supermercato e, soprattutto, cerco nei cassetti e in soffitta oggetti da recuperare in chiave creativa. Spesso mi trovate in biblioteca: organizzo laboratori di scrittura, letture animate e attività creative di riciclo con i bambini.

Un commento

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *