Genitori ad alto contatto: rivoluzioniamo la camera da letto

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Scegliere di essere genitori ad alto contatto equivale a sposare una vera filosofia di vita. Intendiamoci, non stiamo inventando niente di nuovo, fino a non molti anni fa l'alto contatto era la normalità. Nel corso degli anni invece è diventata, sembra, prerogativa di popolazioni definite "non civilizzate" o delle genti asiatiche, dove questo modo di crescere i propri figli è un punto di forza e non è visto come un "vizio", a dispetto del nostro civilizzato e tecnologico mondo occidentale. Essere genitori ad alto contatto significa essenzialmente rispondere a tutte le esigenze del bambino, dalla nascita fino a quando avrà bisogno del genitore. Questo non va inteso come "Figlio mio se pesti i piedi mamma ti compra il tablet", mi pare ovvio, ma si riferisce alle esigenze fisiche ed emotive soprattutto del neonato.

Una di queste esigenze, che piaccia o no, è quella del contatto fisico con la mamma durante i primi mesi di vita, ovvero di quella fase che alcuni studiosi hanno definito esogestazione. Non stiamo qui a sentenziare quanto sia giusto o meno far dormire nella propria stanza i figli, si tratta di scelte personali, ma qui si vuole dare un consiglio a tutte quelle coppie di genitori che desiderano provare questo stile di vita e che sono spinti dal desiderio di crescere i propri bimbi seguendo, appunto, un maternage ad alto contatto. Ambiente emblematico della casa è quindi la camera da letto. A riguardo ci sono diverse opzioni. Si può far dormire il bambino nel lettone, nella culla accanto al lettone o in un side-bed: vediamo come organizzare la stanza per tutte queste soluzioni.

Dormire nel lettone

Questa è la soluzione più semplice ed economica, infatti non occorrerà modificare l'ambiente. Il letto matrimoniale diventerà il letto familiare, ma dobbiamo osservare qualche accorgimento. Innanzitutto sarebbe bene far dormire il bambino non in mezzo, bensì al lato della mamma, sia per questioni di sicurezza che per favorire l'allattamento. In questo caso si dovrà provvedere a sistemare una sponda sul lato del letto, dove dormirà il bambino facendo attenzione che non si creino pericolosi spazi tra la sponda e il materasso. Evitiamo piumoni e piumini. Per non correre rischi  è meglio utilizzare il sacco nanna per il bambino, o vestirlo con una tutina pesante se ci fosse freddo, la temperatura ideale è tra i 18-20 gradi. I genitori potranno usare coperte singole, trapuntine, facendo attenzione che il bimbo non venga coperto; sembra complicato, ma in realtà una volta presa l'abitudine diventa automatico. Se si decide di fare bed-sharing (questo il nome di questa pratica) è bene informarsi accuratamente sulla prevenzione della SIDS che, a onor del vero, raccomanda di non condividere il lettone, sebbene le opinioni in merito siano discordanti.

Side-bed, dormire accanto al lettone

Il side-bad è una soluzione d'arredo molto semplice e pratica, ideale se non si vuole mettere il bambino nel lettone ma al contempo lo si vuole tenere vicino. Si tratta di aggiungere al letto matrimoniale una sorta di "prolungamento". I modelli più semplici che si trovano in commercio sono costituiti da una scatola di legno rettangolare a misura con dei bracci da inserire e agganciare sotto il materasso del lettone. Nel side-bed verrà posizionato un materasso idoneo per il bambino. In questo caso si dovrà fare molta attenzione a non lasciare vuoti e spazi tra il side bed e il materasso del lettone dove il piccolo potrebbe incastrarsi. Il side-bed si può costruire anche a casa, si trovano online diversi tutorial.

Lettino o culla

Soluzione facile e poco impegnativa dal punto di vista delle accortezze. La culla va scelta in base ala grandezza del bambino, meglio evitare i lettini anche con riduttori. Posizioniamo la culla accanto al letto, per i primi mesi evitiamo imbottiture e pupazzi vari, del resto se avrà il contatto con la mamma non avrà bisogno di oggetti transizionali. Meglio evitare il lettino con le sbarre, il piccolo potrebbe incastrarsi e anche i paracolpi sarebbero da evitare per rischio soffocamento. Una volta che il bambino sarà più grande si potrà utilizzare un lettino da accostare al letto matrimoniale abbassando la sbarra laterale.

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7 comments

  1. Linda Diaferio 17 giugno, 2015 at 19:36 Rispondi

    In pratica si diventa genitori ad alto contatto facendo dormire il proprio figlio nel letto matrimoniale?? Mi sembra un po’ riduttiva come teoria e con poche fondamenta scientifiche..

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