Il clown che fa ridere i bimbi nelle zone di guerra: storia del 44enne italiano Pimpa

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Un clown con tanto di naso rosso ed elica sulla testa che cerca di regalare un sorriso e dei momenti di felicità ai bimbi che vivono nelle zone di guerra: è questa la missione di "Pimpa", nome d'arte del 44enne italiano Marco Rodari che da quasi dieci anni viaggia nelle zone del mondo martoriate dai conflitti.

Il clown in missione nei luoghi di guerra

Da oltre vent'anni indossa il proverbiale naso rosso oltre a un coloratissimo capello con tanto di elica, ma è dal 2010 che il mestiere di clown per un 44enne italiano è diventato anche una sorta di missione: Marco Rodari, originario di Leggiuno (piccolo comune in provincia di Varese), dieci anni fa ha deciso infatti di cominciare a viaggiare nelle zone del mondo martoriate dalle guerre per far divertire e regalare un sorriso ai bambini che di ogni conflitto sono le principali vittime. Anche se oramai da tempo si divide tra la Lombardia e il Medio Oriente, "Pimpa" (questo il suo nome d'arte) è diventato famoso solo di recente e in una lunga intervista concessa mentre si trovava a Bagdad ha raccontato come si svolge il suo inusuale tour fatto di spettacoli tra le scuole e i luoghi pubblici della città.

La storia di Marco "Pimpa" Rodari

"Sono bambini che amano ridere e scherzare anche se oramai sono abituati a vivere in situazioni di paura e fragilità": alla stampa Marco Rodari ha raccontato come per i bimbi iracheni anche solo la vista di un clown sia un'esperienza decisamente nuova e nei suoi show a volte basta un piccolo numero di magia o distribuire dei palloncini colorati per scatenare urla di gioia e coinvolgerli emotivamente. Da qualche settimana ospite in Iraq dei sacerdoti della Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato (una congregazione fondata in Argentina nel 1984) "Pimpa" ha spiegato inoltre che non solo i più piccoli ma anche i loro genitori sono semplicemente alla ricerca di un'oasi di normalità dal momento che in certe regioni il pericolo di morire incombe costantemente sulle loro vite: a lui basta conoscere poche parole in arabo e avere appresso la sua valigia piena di trucchi da illusionista e giochi per creare un'atmosfera magica e restituire un sorriso a dei bambini che a suo dire "non sanno nemmeno più cosa significa esserlo alla loro età".

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