L'importanza di parlare al neonato, ma non il neonatese!

evitare il neonatese: sviluppo del linguaggio del bambino

Una volta era. "Bua a mamma, ecco bono bon" oppure "Tiao topoino bio di sia" o ancora "vuoi bobbe (caramelle)?". Ecco no, non fatelo mai più. La tentazione è forte, ma evitate di parlare al bambino il neonatese come se foste appena usciti da una seduta traumatica dal dentista.

Non si fa. Non va bene (anche se l'abbiamo fatto tutte!).

Ma perché non va bene parlare in neonatese?

Perché il bambino, fondamentalmente, acquisisce competenze linguistiche fin da molto presto, anche se solo attorno ai 30 mesi riesce a verbalizzare più o meno correttamente. Per questo è fondamentale parlare bene al bambino fin da subito, utilizzando i termini corretti, senza storpiarli, e scandendo molto lentamente, e bene, le parole. In questa fase è molto importante stimolare il bambino più possibile, ma senza delegare questa incombenza a TV o device elettronici vari ed eventuali.

Bisogna parlare tanto al bambino, fin dai primi mesi, meglio sotto forma di narrazione. Per esempio, si possono svolgere le normali attività quotidiane spiegandole, passo per passo, al bambino, o meglio, raccontandole. Facciamo un esempio pratico: svegliate il bambino al mattino e cominciate a raccontargli cosa state facendo, vi state alzando, andate in bagno a lavarvi e poi a fare la colazione, e così via, proprio sotto forma di racconto.

Come rivolgerci allora al neonato?

Ogni parola va pronunciata molto lentamente (è una faticaccia, è vero!) facendo vedere le labbra al vostro bambino: il labiale è molto importante in questa fase.

Altrettanto importante è chiamare le cose con il loro nome senza ulteriori aggiunte. "Ecco il gatto", non "Ecco che sta arrivando il gatto bello della mamma". Frasi corte, parole secche, che indichino con precisione l'oggetto in questione. Verso i 24 mesi il bambino sarà in grado di pronunciare diverse parole, alcune meno correttamente di altre e questo genera frustrazione in lui.

Mai correggerlo direttamente, ma cogliere la prima occasione utile per pronunciare nuovamente la parola correttamente mentre ci poniamo all'altezza del suo sguardo

Più riusciamo a essere sintetici e chiari più facilmente il bambino apprenderà la forma corretta dei vocaboli e del loro utilizzo.

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84 comments

  1. Elena Landri 27 Settembre, 2016 at 12:26 Rispondi

    3 figli. Al primo corso preparato ci hanno detto: i bimbi fin da neonati capiscono tutto, imparano tutto…. Ho sempre cercato di parlate in modo corretto, usando da subito i termini corretti, non i diminutivi nemmeno nei nomi propri anche se lunghi, ripetendo magari più volte la frase con toni diversi ma con parole corrette, esempio classico e banale la ‘patatina’ o il ‘pisellino’ ho usato sempre i loro nomi cioè vagina o clitoride o pene o pube, all’occorrenza. E poi, quando più cresciuti, chiedono molto hanno sete di sapere di conoscere quinfi ho sempre dato una risposta ‘reale’ adeguata, comprensibile all’età. I bimbi sono delle intelligenze in continuo sviluppo, da coltivare.

  2. Rossella Di Vico 27 Settembre, 2016 at 13:44 Rispondi

    Io a mio figlio non ho mai parlato in maniera aliena. ..sarei la prima a non capirmi, figuriamoci se mi capirebbe lui!
    Gli ho sempre parlato dalla nascita come ci si parla tra “umani ” ed oggi compie un anno.

  3. Ele Nuàr 27 Settembre, 2016 at 14:11 Rispondi

    Baby talk o motherese sono essenziali. Che non significa parlare ai bimbi come fossero idioti ma dare il giusto peso a sintassi, lessico, prosodia, mimica… Tutto questo voler adultizzare i bambini (e le pappine no; e la tetta no; e il baby talk no…) è l’emblema di una società che ha voluto perdere il tempo dell’infanzia.

  4. Maria Letichetta Massetti 27 Settembre, 2016 at 14:28 Rispondi

    Non si vuole parlare il baby talk con i bambini perché molti adulti si sentono in imbarazzo e inadeguati. Ovvio, è più semplice parlare la lingua “normale” perché non bisogna “scendere ” al loro codice e abbandonare i significati. Invece parlare il baby talk è importantissimo!

  5. Sabiloris Pignataro 27 Settembre, 2016 at 14:36 Rispondi

    Io ho sempre parlato normalmente con mio figlio ma a volte nelle coccole certo che gli facevo qualche versetto… da neanche due anni che ha una lingua lunga e parla meglio degli adulti…. Quindi… poche cavolate su!

  6. Ele Nuàr 27 Settembre, 2016 at 14:38 Rispondi

    Secondo me ha anche molto a che fare con i distorti principi odierni: “competizione” e “successo”.
    Se ti parlo da adulto, tu inizi da subito a parlare e capire da adulto (chiaro, come no? Proprio così, in barba a tutte le teorie dello sviluppo e della maturazione individuale). Quindi sarai più intelligente, fin da subito adotterai un linguaggio forbito (che poi, forbito deché??), a scuola sarai il più bravo, eccellerai in ogni performance (sempre che tu non decida in terza media di dedicarti, di tua spontaneissima volontà, alla carriera calcistica).
    Che poi tutta questa brama di generare e modellare figli impeccabili è inversamente proporzionale ai reali effetti prodotti sulla civiltà globale.

  7. Sonia E Stefano 27 Settembre, 2016 at 14:44 Rispondi

    Tutto questo discorso s’intende da quando i bambini incominciano a parlare, se loro dicono, esempio: ” apua” invece che “acqua” non bisogna ripeterlo come lo dicono loro ma bisogna dirlo in maniera corretta, se un bimbo dice un parola “inventata” bisogna correggerlo e non dargli manforte 👍🏻
    Bisogna parlare bene anche con i neonati, però è anche giusto fare dei versetti smorfie per farli ridere un po’😂😂😂

  8. Mi Chloe 27 Settembre, 2016 at 15:22 Rispondi

    Scusate se mi intrometto da non mamma…capisco parlare con un’intonazione o delle smorfiette a misura di bambino, ma perché insegnargli cose senza senso? La figlia di una mia vicina di casa ha creduto, fino all’asilo credo,che il gatto si chiamasse miamiao e il cane babao..XD

  9. Rina Abdishahi 27 Settembre, 2016 at 16:45 Rispondi

    Si si ho capito ma come faccio a non giocare un po’ con lui che ride forte con le stupidaggini che gli facciamo?? Le sue risatine mi danno una felicità immensa , che c’è di male essere un po’ teneri ? Crescono così in fretta poi e arriva il momento che non hanno più voglia di giocare cn la mamma e papà. Io questo momento non me lo perdo per niente al mondo, non ho nessuna fretta di vederlo parlare correttamente come gli adulti, ma che noiiiaaa…

  10. Soffio Via 27 Settembre, 2016 at 22:13 Rispondi

    Ahahahahah ho 4 figli e abbiamo seguito solo il buonsenso. Ai primi parlavamo correttamente ma poi con gli ultimi abbiamo assecondato le loro dolci distorsioni linguistiche perche il tempo passa veloce e loro crescono in frettissima!!! Adesso parlano correttamente italiano è abbastanza spagnolo perché mio marito è spagnolo… E la verità è che ognuno di loro ha parlato in modo diverso e in tempi diversi! Tranquille mamme prima o poi parleranno tutti benissimo!!!

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