Intervista a una mamma speciale

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Mariastella ha 33 anni ed è la mamma speciale di uno splendido bimbo nato con la sindrome di down. Dopo i primi momenti di scoramento ha deciso di farsi coraggio e di affrontare la gravidanza con entusiasmo e determinazione. Oggi è una mamma felice e appagata, anche se non mancano i giorni in cui si rattrista pensando al futuro. Scoprite cosa ci ha confidato nel corso di una intervista questa mamma speciale.

  • Quando hai appreso che Claudio fosse affetto da sindrome di down, qual è stato il tuo primo pensiero?

Non so se sia stato il primo, ma certamente è stato quello che mi ha tormentata di più: sarò all'altezza del compito?

  • Il tuo bimbo speciale è arrivato con la seconda gravidanza. Cosa è cambiato rispetto alla prima?

Ero spaventata in entrambi i casi, anche se in maniera diversa. Con la prima figlia temevo di non riuscire a conciliare la mia vita di donna con quella di madre, con Claudio, invece, la cosa che mi spaventava di più era di non essere all'altezza del compito (l’ho già detto, vero?).

  • Cosa intendi esattamente?

Quando tuo figlio è più debole degli altri figli, quando sai che sarai la sua principale risorsa di forza e coraggio, ti assumi una responsabilità non indifferente e la paura di avere momenti di debolezza (che non potresti permetterti) ti annienta.

  • Come hai superato (o quantomeno aggirato) questa paura?

Guardandolo negli occhi. Pensavo fosse un esserino fragile e indifeso, ma in realtà è molto più coraggioso di quanto potessi pensare. È caparbio, buffo, simpatico: a volte mi sembra impossibile temere che gli sia riservato un futuro diverso, più difficile…e all'idea che possa ritrovarsi a combattere da solo, senza la sua mamma, rabbrividisco. Non ho mai sognato di essere eterna, ma da quando c’è lui prego di avere la forza per poterlo assistere ogni giorno della sua vita.

  • Cosa ti infastidisce di più nella tua qualità di mamma di un bambino speciale?

Tutto e nulla. A volte le frasi di circostanza, altre gli sguardi pietosi. Mi chiedo: perché mai avere pena di una donna felice, appagata e fiera dei propri figli?

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