In Italia una donna su tre lascia il lavoro dopo la maternità

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Secondo una recente indagine condotta dall’Istat, in Italia ancora oggi una donna su tre tende a lasciare il proprio lavoro dopo aver avuto il primo figlio. Le motivazioni che spingono ad una scelta così drastica sono diverse.

Perché sono proprio le donne a rinuciare al lavoro?

Va innanzitutto detto che nella nostra società, spesso sono ancora le donne a sentire il peso e le responsabilità familiari completamente sulle proprie spalle.

Può anche succedere che le condizioni lavorative non siano buone e non forniscano alle neomamme la necessaria serenità e sicurezza di poter conciliare l’impegno lavorativo con le necessità familiari: si tratta a volte di problemi economici, altre volte di condizioni difficili nell'ambiente lavorativo, altre volte ancora di compiti eccessivamente gravosi.

Secondo i dati raccolti dall’Istat, circa il 30% delle donne che avevano un impiego, ha rinunciato a seguito della gravidanza: una buona percentuale riguarda ragazze ancora giovani, che non si sentono di poter affrontare un impegno su più fronti, dal momento che lo Stato non assicura la giusta assistenza e molto spesso la situazione lavorativa non aiuta. Ancora oggi, infatti, le donne possono beneficiare di una minore flessibilità sul posto di lavoro, rispetto agli uomini, così come di minori opportunità nei diversi ambiti.

Non solo figli, ma anche accudimento di genitori e parenti malati

La cultura a prevalenza maschile spesso si manifesta anche in ambito familiare: molte donne, anche in età più matura, ad esempio, decidono di lasciare il lavoro per dedicarsi completamente agli obblighi familiari, per poter accudire parenti malati oppure genitori anziani. Pertanto, oltre alle responsabilità per i figli, entrano in campo diversi fattori, che ancora nel 2016, talvolta non permettono alla donna di poter conciliare serenamente famiglia e lavoro.

Per poter superare queste criticità sarebbe necessaria una politica più orientata ad un sostegno al mondo femminile, ed in particolare a quello delle neomamme, attraverso incentivi per l'occupazione, possibilità di part time e maggiore flessibilità.

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98 comments

  1. Tiziana Ambruoso 5 settembre, 2016 at 18:14 Rispondi

    Si mi ci ritrovo😢…tante volte sono stata sul punto di lasciare il mio lavoro… ho chiesto per ben tre volte il part-time e ovviamente negato con motivazioni diverse.. I genitori sono anziani. ..marito che continua insistentemente a dire che il bambino va seguito ,tra pochi gg inizierà la primaria e qui è un inferno! Non ho voluto fare il 2 figlio perché già così è impossibile. Sono arrabbiata, delusa, mi rendo conto di non riuscire a stare dietro a mio figlio come dovrei ma purtroppo tra le varie visite mediche ,operazioni ecc.. in più ciliegina sulla torta da quest’estate di nuovo a fare i turni! Mi sono sentita dire dai miei superiori che devo prendere una baby sitter reperibile 😅😅😅.Ho risposto che forse il mio stipendio x una reperibile non so se basti…Vergognoso. Sono qui che vivo alla giornata esaurita più che mai e neanche il tempo per fare una pedicure. .. E ovviamente prontamente criticata …..

  2. Zuema Calogiuri 5 settembre, 2016 at 19:05 Rispondi

    Purtroppo ti costringono o lavori appena fai lo svezzamento oppure te la fanno pagare ….in Italia funziona così non c’è possibilità di fare la mamma perché lo devi portare subito al nido e perdi i migliori anni del bambino. Se ci fosse flessibilità oppure orari ridotti sarebbe ideale ma non succederà mai

  3. Cristina Bertolini 5 settembre, 2016 at 20:09 Rispondi

    O ti dicono: “o fai gli stessi orari di prima o non so come fare, io non posso assumere qualcuno che copra i tuoi buchi”….😠preciso che ero barista/cameriera e a volte cominciavo la mattina e non sapevo a che ora avrei finito la sera(22-23.30)!ovviamente ho scelto il figlio!!!

  4. Anna Maria Marchese 5 settembre, 2016 at 20:28 Rispondi

    Io sono un po’ agevolata in quanto lavoro con mio padre…. ma ciò non toglie il fatto che pago un asilo privato…. e mio figlio ha cominciato a 18 mesi ora ha tre anni e mezzo, ma comunque è difficile riuscire a seguire tutto lavoro-casa-marito-figlio……. il tutto senza aiuto…

  5. Ina Zlatova 5 settembre, 2016 at 20:29 Rispondi

    Io sono Moldava e anche se il mio paese non ne cosi ricco come Italia ma li la maternita e di tre anni pagatte e tutto dipende se ai lavorato o no quelli chi lavorano anno la marternita 30/40% de lo stipendiu per Ben tre anni e quelli Che non lavoravano anno lo stesso ma una tassa fissa e se durante true anni ai fatto alOtto bimbo altri tre ani di maternita… E dopo Che bambino compi 3 ani lasilo e obligato di prendere il bambino e la mamma pro tornare a lavoro senza problema…….Tante volte mi pentisco che o partorito qua… Tutto pagato contributti tasse anche laria Che respiro e alla fine lavoro perso aiuto niente ….:(:(:(

  6. Mēlly Swimmingpool 5 settembre, 2016 at 20:42 Rispondi

    Devo rientrare tra un mese e mi è stato fatto finemente capire che sarebbe sconsigliabile chiedere do avere l’allattamento fino al compimento dell’anno di mia figlia. Dal mese prossimo metá del mio stipendio andrá in asilo nido (ho scelto il privato perchè costa quasi quanto il comunale, con la differenza che il privato è dietro casa e ha orari molto più flessibili) e baby sitter…sto giá facendo gli incubi! Lorenzin…mavvaffa vá!

  7. Mihaela Teleptean 5 settembre, 2016 at 20:53 Rispondi

    Io col primo non ero assunta quindi appena scaduto il contratto subito acasa.. ma ho cmq preso 8 mesi di disoccupazione e 5 di maternità.. ora però col secondo , avendo il contratto fisso mi appello persino alla maternità facoltativa e non rinuncio all’allattamento… devo riprendermi la “rivincita”…

  8. Loreley Tordi 5 settembre, 2016 at 21:28 Rispondi

    I costi degli asili nido privati sono molto ( troppo ) alti, gli asili comunali non sono garantiti per tutti, si rientra a lavoro troppo presto e spesso per necessità (il 30 % della paga non consente grandi margini ) … ci sono gli aiuti ( bonus, assegni ecc ) ed è una cosa positiva ma non consentono alla mamma di stare vicino al proprio figlio per più tempo…

    Però le donne oggi vorrebbero stare a casa con i figli per seguirli nella crescita? Perché il clima che si respira tra le donne mi pare sia diverso…

  9. Chiara Anna Benigna 5 settembre, 2016 at 22:26 Rispondi

    Io devo partorire a fine ottobre e sarò costretta a lasciare il mio piccolo al nido privato perché non esistono nido statali nelle vicinanze. Praticamente a 3 mesi lo dovrò già lasciare. Sto già facendo gli incubi senza parlare dei costi assurdi. Che paese di m….a

  10. Tiziana Arpaia 5 settembre, 2016 at 22:36 Rispondi

    La mia bimba ha sei mesi quasi è ancora non lavoro. Lavoravo per una nota casa di articoli per bambini ma per via della gravidanza non mi hanno più rinnovato il contratto. Sceglierei mia figlia all’infinito!

  11. Daniela Grecu 5 settembre, 2016 at 22:39 Rispondi

    Io avevo il contratto a tempo indeterminato ma ho lasciato lo stesso perché facevo anche i turni serali. La ditta non mi è venuta incontro quindi mi sono licenziato come lavoratrice madre. 2 anni di disoccupazione e mi godo il bambino alla grande. Per giunta il nido mi ha chiamato la settimana scorsa per dirmi che è uscito il posto per mio figlio (16 mesi). A Vipiteno

  12. Imnot Perfect 5 settembre, 2016 at 23:08 Rispondi

    faccio parte di quelle che hanno rinunciato…ma lo rifarei altre 1000 volte…crescere il mio bimbo non senza sacrifici, piuttosto che farmi sfruttare, lavorare tutte le domeniche e i festivi e ritrovarsi alla fine senza stipendio dopoaver pagato asilo e babysitter visti i turni settimanali sempre diversi….

  13. Debora Capriotti 5 settembre, 2016 at 23:25 Rispondi

    Già orari assurdi e io lavoro distante da casa quindi partirei la mattina alle otto e rientro la sera alle venti quindi oltre i5mesi 2prima e tre dopo mi sono presa pure la facoltativa quindi rientro a metà mese a lavoro e la bimba me la tiene la suocera…xro’mi rendo conto che nn ci sono mai e nn me la sento x.niente di riiniziare….molte mamme che conosco fanno mezza giornata e guadagnano molto più di me….e molte già appena saputo si sono messe in maternità quindi si fanno un anno prima e dopo….beate loro…io invece lascerò mia figlia a 9mesi mi volevano far riiniziare a 6mesi ma nn me la sono proprio sentita….e ora più si avvicina il giorno più mi vengono gli incubi….che schifo di leggi….l’italia fa cagare….che bella cosa x le madri costrette a lavorare..ma se mi fanno girare mando tutti al diavolo

  14. Elisa Trolese 6 settembre, 2016 at 00:08 Rispondi

    Magari…..dopo il terzo mese ti danno il 30% di stipendio….campiamo d’aria???? Ho deciso di tirare i 6 mesi perché non ce la farei fisicamente e comunque lasciarlo così piccolo è devastante x una mamma, ma faremo i salti mortali per arrivare a fine mese!

  15. Alessandra D'Agostino 6 settembre, 2016 at 00:41 Rispondi

    in Italia le leggi sono vergognose…poi per le mamme non ne parliamo…alla fine una si trova costretta a prendere una decisione: o rinunci a tua figlia in nome di un lavoro che nemmeno ti piace e sei pagato ma infelice oppure scegli tua figlia e mandi tutto al diavolo e sei felice ma con molti sacrifici x arrivare a fine mese…che schifo!!! Se poi almeno al lavoro ti agevolassero un po…macchè…

  16. Tanya Mongelli 6 settembre, 2016 at 00:43 Rispondi

    E poi hanno bisogno di fare campagne di comunicazioni idiote e irrispettose per ricordarci che in Italia non si fanno figli ? Scegliere di prendersi cura della propria famiglia è una cosa , ma essere lasciate a casa o discriminate per aver scelto la cosa più naturale del mondo è ben altro e purtroppo è quanto accade in questo paese ..

  17. Ilaria Sfogli 6 settembre, 2016 at 06:24 Rispondi

    Io faccio parte delle fortunate che avendo un posto a tempo indeterminato nel pubblico ( concorso da diplomati e poi laurea lavorando ) ho potuto avere tre figli…in realtà solo con l’ultimo sto utilizzando tutta la maternità, con gli altri vuoi x i soldi vuoi x il senso di responsabilità sono tornata al lavoro, ma stavolta no perché nonostante il tuo impegno sei sempre una che ha dei figli e te lo fanno pesare in ogni modo, i dirigenti valutano la presenza in servizio ma non la produttività o la qualità del tuo lavoro

  18. Letizia Gianni 6 settembre, 2016 at 07:42 Rispondi

    Dopo 11 anni di lavoro sono stata costretta a dare le dimissioni dal lavoro. .trattata senza rispetto specialmente dalla figlia del proprietario che ha partorito dopo un mese di differenza. .essere madre vuol dire essere un peso nel mondo del lavoro. .solo i giovani hanno agevolazioni nel lavoro. .con bonus fiscali. .

  19. Valentina Errera 6 settembre, 2016 at 08:07 Rispondi

    Il mio bimbo nascerà ad ottobre e proprio per evitare questo (ritrovarsi licenziate o costrette alle dimissioni) quando ho perso il posto di lavoro per via della crisi nel febbraio 2015… ho pensato di mettermi in proprio.. lavoro da casa con il pc, guadagno anche più del posto fisso e mi godrò il mio principe senza nessun problema.. le alternative ci sono.. ci vuole solo un pò di intraprendenza!! 😉😉

  20. Conny Cinque 6 settembre, 2016 at 09:31 Rispondi

    Io dopo essere stata licenziata al
    Compimento del 1 anno di mio figlio adesso sono strafelice lavoro da casa guadagno il triplo e mi godo il mio cucciolo fanc…o tutti forse devo ringraziarli 😜😜😓

  21. Patrycja Alessandro Del Fino 6 settembre, 2016 at 12:46 Rispondi

    Non esistono gli orari flessibili…io devo cominciare alle sei, d`estate alle cinque….l’asilo apre alle sette….come devo fare?????? Noi donne siamo sempre penalizzate, è vero che vogliamo essere trattate alla pari con gli uomini, ma oltre che lavoriamo duro come i ciucci veniamo pagate di meno per lo stesso lavoro!!!!! Poi si lamentano che in Italia nascono pochi bambini…e ci credo….con l’atteggiamento antifamiglia dei datori di lavoro che c’è non mi meraviglio
    Io rimarrei volentieri a casa con i figli, ma se un padre di famiglia non riesce a portare a casa uno stipendio decente la moglie si deve dare a fare…è un sistema malato….basta che `sti porci di politici si strapagano e i poveri fessi muoiono di fame!!!! Vergogna!

  22. Cinzia Budai 6 settembre, 2016 at 14:01 Rispondi

    X me…fine del contratto ed ovviamente senza rinnovo! Ora sono a casa con il bimbo e dei genitori di cui occuparmi dato che sono figlia unica ed ho un padre malato! Rispecchio perfettamente ciò di cui si è parlato! …x niente facile…!

  23. BeaCri Squillace 6 settembre, 2016 at 14:47 Rispondi

    È diventato un paese di m…a!ma sopratutto permettono cose che non dovrebbero esistere!non siamo tutelate ne’ agevolate..niente!io personalmente mi sono dovuta dimettere per giusta causa perchè il signorino si è intascato la mia maternità..è da aprile che non percepivo un euro..e la cosa ancora più comica è che le istituzioni se ne sbattono,per avere qualcosa devi andare per vie legali

  24. Paola Di Serio 6 settembre, 2016 at 23:33 Rispondi

    Eccomi dopo 10 anni di lavoro indeterminato sono stata costretta a licenziarmi in quanto mamma ovvero scomoda….. mi hanno fatto passare le Penelope della inferno pur di mandarmi mia ed alla fine ho scelto mia figlua❤

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