Ittero nel neonato: sintomi, cause e cure

ittero-neonatale

Cos'è l'ittero? Quali rischi corre il mio bambino? È questa la reazione che ogni neomamma prova quando le viene comunicato che il suo piccolo ha qualcosa che non va.

È quindi importante spiegare che l’ittero nei neonati può essere curato con la fototerapia e che il problema nella maggior parte dei casi rientra dopo un paio di giorni, senza lasciare conseguenze. Molti pediatri lo considerano un fenomeno normale tra i neonati, che è però importante tenere sotto controllo nelle ore successive al parto. 

Ma di cosa si tratta?

L’ittero, che è visibile anche da chi medico non è poiché la pelle tende a diventare di un colorito giallastro, soprattutto a livello delle mucose e e della sclera (la parte bianca dell’occhio), è provocato dall'accumulo di bilirubina nel sangue, un pigmento di colore giallastro che viene prodotto dal fegato e che deriva dallo scarto dell’emoglobina. 

Non è considerata una patologia nei neonati, ma piuttosto qualcosa di fisiologico che coinvolge circa il 60% dei bimbi nati a termine e addirittura l’80% dei prematuri. È maggiore l’incidenza nei bimbi nati prima della data presunta del parto perché il loro fegato non si è ancora completamente formato. Quando la concentrazione di bilirubina nel sangue raggiunge valori attorno a 5-7 mg/dl si parla di ittero neonatale, un problema che nella quasi totalità di casi rientra nell’arco di pochi giorni.

La fototerapia

Molti bambini non sono in grado di smaltire velocemente la bilirubina dando luogo ad un accumulo di pigmento giallo sulla pelle. La colorazione giallastra compare prima sulla testa e poi si estende su tutto il corpo. La situazione deve essere controllata e monitorata e se i livelli restano alti si può ricorrere alla fototerapia, un trattamento privo di rischi che implica l’esposizione controllata del bambino ai raggi ultravioletti, che hanno la capacità di scomporre la bilirubina in eccesso consentendo al fegato del bimbo di smaltirla in fretta e riportare una situazione di normalità.

Negli ospedali più all'avanguardia il neonato viene trattato anche con bendaggi o coperte che possono essere utilizzate in una normale culla e che permettono al bimbo di restare sempre accanto alla sua mamma.

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7 comments

  1. Pamela Lafortezza 12 giugno, 2016 at 11:40 Rispondi

    CIAO A TUTTE/I volevo raccontarvi la mia storia iniziata proprio il giorno della festa della mamma 12 mesi fa!!!
    ero un mamma felicissima di aver avuto 2 bimbi stupendi,non rinnegavo assolutamente nulla delle mie gravidanze smagliature comprese,l’unica cosa che proprio non riuscivo ad accettare era l’aumento di peso non calato neanche dopo la nascita dei miei figli.
    ne ho provate tante ma senza risultati,perdevo qualche chilo e per non riprenderlo ero schiava del mio stesso corpo,in poche parole non potevo mangiare quasi nulla immaginate voi…
    poi LA SVOLTA scorrendo su uno di questi commenti ho acquistato questo prodotto che mi ha completamente cambiato la vita…dalla 52 alla 44 in 60 giorni circa.
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